Room full of mirrors

30 Ottobre 2009

Se torno a nascere..

Archiviato in: Ordine del giorno, dead zone — mickpaollino @ 13:45
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Pensatore

 

Diversi culti religiosi mondiali, specie quelli orientali, presuppongono l’esistenza di numerose vite in luogo di una sola, tartassata da divinità e credenze anacronistico-politiche, vita così come imposto dal dettame cattolico occidentale.
Non è semplice appassionarsi alle religioni nè tantomeno capirle, difatti le fede mistica comincia nel cuore dell’uomo e non nel suo cervello.
Nella mia vita non sono riuscito mai a far accendere quella scintilla di fede che mi faccia credere veramente in un qualsiasi Dio, Allah, Buddha e compagnia bella, anzi, ho sempre pensato che i culti esistano per invenzione umana e siano stati introdotti proprio dall’uomo per non dirsi confuso ed ignorante nei confronti di alcuni aspetti del suo vissuto che non fossero di facile interpretazione.
Fatta questa premessa, sono obbligato da cuore e cervello a dire che se dovessi tornare a nascere, nella mia prossima esistenza vorrei vivere il più lontano possibile dall’Italia.
Qualsiasi paese del mondo, dalle lande ghiacciate dell’ Alaska ai climi torridi del Nord Africa andrebbe bene.
Patire la fame, soffrire per le avverse condizioni climatiche e magari avere un’aspettativa di vita qualitativa e quantitativa inferiore rispetto ai canoni del caro vecchio mondo occidentale sarebbe infinitamente meglio che vivere in una realtà dipinta di falso benessere in cui all’apparenza tutto appare come il paese dei balocchi ma che dietro le quinte nasconde un vero e proprio turbinio di gironi infernali.
E non sto parlando di Mafia, Camorra e N’drangheta,nè tantomeno di politica e burocrazia: sto parlando di uno status faciendi che, nello Stivale tricolore, ci sta inducendo a comportarci sempre più come bestie.
Quanti di voi sugli autobus cedono il posto agli anziani? Chi è disposto a riportare un portafoglio smarrito, magari gonfio di banconote, al suo proprietario? Io ritengo che la risposta sia sempre la stessa: Nessuno.
Magari qualcuno, uno o due (su cento).
Ma, tralasciando queste sottigliezze da Giovani Marmotte di memoria Disneyana, credo che in pochi avvertano il clima potenzialmente pericoloso che c’è in Italia.
E di solito, quando uno si sente in pericolo, si rivolge alle autorità: polizia, carabinieri, vigili..
E quando le suddette autorità ti tradiscono?
Quando ti arrestano perchè in possesso di un po di fumo, ti sbattono in cella e dopo 2 giorni consegnano ai tuoi genitori un ammasso di carne tumefatta che non ti assomiglia nemmeno lontanamente?
Quando ti pedinano mentre eserciti la tua LIBERTA’ sessuale, ti registrano e ti ricattano?
Cosa dobbiamo fare, da onesti e civili cittadini italiani, quando non siamo tutelati nemmeno dai sedicenti tutori dell’ordine?
Ci si incattivisce e si degenera nella violenza (vedi al periodo Le BR e gli anni di piombo) oppure, si emigra, si lascia tutto a marcire e si va a vivere lontano.
Entrambe le soluzioni però sono difficili da realizzare perchè la violenza non è mai soluzione e non si può pensare di lasciare famiglia ed amici. E allora?
Ditemi voi, perchè io la luce in fondo al tunnel non riesco a vederla.

Foto: Le Penseur di Rodin, riproduzione.

26 Ottobre 2009

La Battagli dei tre regni

Archiviato in: Cinema, Ordine del giorno — mickpaollino @ 14:09
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la_battaglia_dei_tre_regni_g La Battaglia dei Tre Regni (titolo   originale Red Cliff) è un film di John Woo (Mission Impossible, Face Off) da poco presente nelle sale italiane.

Grazie a Sportweek ed alla Gazzetta dello Sport ho potuto vederlo gratis ieri sera.

La trama racconta le vicende politico-belliche della Cina del 200 d.C. in cui l’imperatore, giovane ed inesperto,viene costretto dal Primo Ministro Cao Cao (leggi Tsao Tsao, n.d.r) a dichiarare guerra ai territori del Sud governati equamente dal giovane Sun Quan e dal ribelle Liu Bei.

La violenza di Cao Cao, e l’esperienza bellica di Kongmin, abile stratega di Liu Bei, faranno si che si crei una grande alleanza tra gli eserciti del sud, con a capo gli stessi Sun Quan e Liu Bei ed il vicerè Zhou Yu.

Il tutto culminerà in una grande battaglia finale, teatro di intelligenti strategie belliche e condotte eroiche dei generali dell’esercito del sud.

Il film è interpretato egregiamente dagli attori che si calano bene nelle parti a loro assegnate e la trama è fin dai primi minuti molto avvincente e coinvolgente. Poco spazio per scene violente e splatter (alla Braveheart) ma piuttosto risalto per l’intelligenza tattica dei generali di entrambi gli schieramenti.

La regià è ottima, condita abilmente di inquadrature ravvicinate dei volti dei protagonisti, strategiche angolazioni nelle scene dei combattimenti e moltissime inquadrature poetiche che sottolineano lo stretto connubio tra arte e guerra tipico della cultura cinese.

E’ sicuramente un gran film da andare a vedere al cinema.

28 Settembre 2009

In memoria di..

Archiviato in: Ordine del giorno, Politica, dead zone — mickpaollino @ 13:46
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peppino_impastato

In realtà questo post non vuole essere in memoria di Peppino Impastato.

Semplicemente per il fatto che la stragrande maggioranza dei giovani ma, ahinoi, anche dei più grandi non ha memoria di questo ragazzo.
Anzi, se una piccola percentuale della folla giovanile conosce anche solo il nome dobbiamo  rendere omaggio al film I cento passi di Marco Tullio Giordana.
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare di Peppino Impastato per la controversa questione della targa di Ponteranica.
Per intenderci, ecco i fatti.
Ponteranica è un paese di appena settemila abitanti in Val Brembana (Bergamo) che è stato teatro nelle ultime settimane di una tra le più tristi ed ignoranti azioni che il popolo leghista abbia mai commesso. Il sindaco leghista del borgo, per motivazioni campanilistiche, ha deciso di rimuovere la targa commemorativa in onore di Peppino Impastato e di sostituirla con una intitolata ad un religioso locale. Come se non bastasse, perchè la madre dei cretini è sempre incinta ed è una gran.. donna, alcuni ignoti idioti hanno segato un ulivo che era stato piantato l’anno scorso proprio in onore del giovane siciliano.
Io che siciliano lo sono fino al midollo prenderei a calci non quei poveri idioti che hanno tagliato l’albero, ma il primo cittadino di Ponteranica; questo perchè l’illustre sindaco non ha capito che compiere un’atto così inutile come rimuovere quella targa, non solo avrebbe cancellato la memoria della morte di Peppino per mano della mafia ma, avrebbe anche aizzato i giovani del posto ad agire e pensare in maniera prettamente federalista e xenofoba nei confronti degli abitanti del sud Italia; soprattutto perchè molti di questi (e non solo, purtroppo) sono stati uccisi per aver cercato di difendere quella libertà di cui noi tutti andiamo fieri ed orgogliosi, la stessa libertà che permette loro,  elettori e politici leghisti di parlare e pensare, di esistere.
Bossi&Co. non capiscono che, se oggi, nel 2009, possono aprir bocca senza venire picchiati selvaggiamente è perchè tempo fa personaggi come Peppino Impastato hanno combattuto contro un sistema politico e sociale in cui chi era più forte comandava, legiferava e scriveva la storia.

Ma forse, in tutto questo, non c’è nulla di cui stupirsi, nulla di cui schifarsi perchè siamo in Italia anzi in italia (con la i minuscola), un paese che non conosce la differenza tra legge e reato, tra libertà e condizionamento psicologico, un paese che riserva funerali di stato sia ai militari morti in missione che ai personaggi dello spettacolo.

Un paese piccolo, governato da uomini piccoli interessati solamente alla propria immagine ed al proprio portafoglio ed abitato da uomini piccoli a cui basta che la Nazionale vinca i mondiali di calcio per sentirsi “sul tetto del mondo”.

Non ne basterebbero 1000 di Peppino per migliorare le cose.

25 Settembre 2009

Anteprima District 9

Ieri sera ho assistito all’anteprima italiana di District 9, un film dell’esordiente regista sud-africano Neill Blomkamp, prodotto da Peter Jackson.
Profondo conoscitore dell’Apartheid, Blomkamp ci trasporta direttamente dentro un universo di xenofobia, segregazione sociale e, per ultimo, disprezzo per il “diverso” che in questo caso è il “diverso per antonomasia”, ovvero l’alieno.
Nei cieli di Johannesburg si ferma, per una probabile avaria, una astronave abitata da alieni, dalla forma di insetto, denutriti, malati e sofferenti. Le autorità di tutto il mondo si attivano per prestare loro soccorso e trasferiscono l’intera popolazione in un quartiere nella periferia della città, chiamato Distretto 9.
Ovviamente la convivenza tra umani ed alieni, volgarmente detti “gamberoni”, si rivela difficilissima e sfocia ben presto nella violenza. A questo proposito viene allestita una task force capitanata dal diplomatico Vikus Van de Merwe(Sharlto Copley) e dal militare Kobus Venter (David James).
Entrambi sono personaggi sempre negativi, dal primo all’ultimo minuto del film, addirittura in alcune scene Vikus dà proprio fastidio per la propria grettezza e chiusura mentale.
Oltre la maestosità delle scene(la sapiente mano di Jackson, vedi la Trilogia del Signore degli Anelli) e l’ottima regia di Blomkamp, e sorvolando sull’ormai battutissimo conflitto uomo vs alieno, del film colpisce maggiormente il sottointeso ovvero tutto ciò che si sarebbe potuto dire ma non si è voluto, mantenendo il film nella categoria “fantascienza” per evitare polemiche sociali.
Colpisce particolarmente la violenza gratuita con cui l’uomo reagisce nei confronti del diverso: un temperamento violento ed aggressivo che l’uomo ha storicamente dimostrato di avere nei confronti di tutto ciò che non capisce e che per questo viene classificato come diverso, prima, potenzialmente pericoloso, in una seconda fase e,fin troppo spesso, eliminabile alla fine.
In ultima analisi, District 9 merita un 7 per la regia ed un 8 per le tematiche affrontate, implicite ed esplicite.

Nella trama si nota una sorta di apparente normalità nel trovarsi accanto ad un alieno che si ritrova anche nella letteratura fantascientifica di Asimov.

26 Luglio 2009

Hungaroring 2009

Archiviato in: Ordine del giorno, sport — mickpaollino @ 11:19
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Fra pochi minuti parte il gran premio d’Ungheria, edizione 2009.
Alonso in pole.
Nonostante la passione per la F1, oggi sarebbe stato meglio non correre il gran premio per via del gravissimo incidente occorso a Felipe Massa, ieri durante le prove.
Lesione ossea e probabili danni cerebrali per il pilota brasiliano: stamattina primi segnali confortanti ma il pilota resta comunque in coma farmacologico.
La causa sarebbe l’urto violento con una molla staccatisi dalla vettura di Rubens Barrichello.
Forse sarebbe stato meglio annullare la gara, forse la Ferrari avrebbe dovuto ritirarsi dalla gara… Forse, in un mondo meno veniale..

20 Luglio 2009

I giovani e l’alcool.

Archiviato in: Ordine del giorno, dead zone — mickpaollino @ 12:48
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abuso alcool

Da qualche anno a questa parte una moda tendenzialmente pericolosa si è diffusa sempre di più nel mondo giovanile: la moda dell’alcool.
Il must tra i giovani d’oggi sono seratine a base di superalcolici, vino, birra e cocktails da consumarsi preferibilmente in giro per le strade, solitamente da un bar all’altro, nel tragitto che li separa da un gin&tonic ad un mojito.
Mi è capitato, qualche settimana fa, di andare in giro per Scicli, il mio paesino, e vedere turbe di quindicenni fare la spola di locale in locale provando quaanto di bevereccio di fosse in ognuno di questi. Verso fine serata, barcollanti e visibilmente alticci si dirigevano verso le loro vetture per andare a ballare!!
Lungi da me aggiungere dei commenti proibizionistici sui pericoli dell’alcool, ci mancherebbe, in primo luogo perchè bere piace anche a me(si ma con le responsabilità del caso) e poi ciascuno è libero di rovinarsi la vita come vuole: voglio invece riportare la notizia di una iniziativa del Toga Project di Roma.
Se a Scicli di ubriaconi imberbi ce ne sono 100 in giro, nella capitale ce ne sono 10.000, per ogni bar.
Il Toga Project è in realtà un gruppo di ragazzi che ogni sabato sera si piazzano all’uscita di bar e pub e si prendono la briga di riaccompagnare a casa coloro che manifestano evidenti segni di avanzata ubriachezza.
Tu gli consegni le chiavi della tua auto ed il tuo angelo custode in carne ed ossa ti riaccompagna a casa. Poi apre il suo zainetto e monta una minimoto con cui ritorna al suo posto di lavoro.
Una grande idea nata dallo spirito di solidarietà di alcuni ragazzi che il cervello non l’hanno ancora lasciato dentro una bottiglia di Jack Daniels: 10 e lode.

16 Luglio 2009

Dopo 40 anni

moon landing

Oggi è il 16 luglio 2009. Siamo nell’era di Internet, del Digitale Terrestre, dell’Ipod e dell’I-phone: tutto molto innovativo.
Il 16 luglio 1969, esattamente 40 anni fa, da cape Kennedy partiva la missione Apollo 11 che permetterà, 4 giorni dopo, il 20 luglio, a Neil Armstrong e la sua equipe di mettere piede sulla luna, pressapoco alle 23:00. In questo modo gli USA stabilirono un primato di lusso nella battaglia per la conquista dello spazio contro la Russia.
In Italia erano quasi le 5 del mattino del 21 luglio, chi poteva permettersi un televisore era attaccato allo schermo a seguire l’evento, chi non ne aveva le possibilità dipendeva dalle radiocronache che venivano fuori dalle radio a valvole del tempo.
Nel 1969, chiunque fosse in grado di farlo, seguì il primo sbarco dell’uomo sulla luna: un’evento la cui veridicità nella mante di tutti si poteva equiparare allo scetticismo subito da Leonardo Da Vinci e le sue teorie sul volo umano. Negli anni ‘60-’70 c’era ancora qualcuno che riusciva a meravigliarsi dei progressi umani in campo scientifico.

Negli anni questa curiosità è andata sempre più scemando, man mano che le tv invadevano le nostre case con i loro programmi di intrattenimento, man mano che i computer ed i videogiochi impegnassero le giornate dei più piccoli e non solo! Oggi la scienza, che di progressi continua a farne, è vista come un qualcosa di pericoloso e noioso: gli scienziati hanno scoperto, inventato e teorizzato di tutto ma sembra che a nessuno importi di tutto questo: è più importante la prossima puntata dei Cesaroni rispetto alla mappatura del genoma umano.
I  nostalgici seguono Superquark, i fanatici Voyager ed i maniaci della lettura si danno a Focus ma, tutto ciò non basta, si è persa quella scintilla di curiosità che da sempre ha portato l’uomo a conoscere, a sapere.
Sarà la politica, sarà il lavoro, la società o le tasse, fatto sta che ci stiamo interessando sempre meno alla realtà che ci circonda.

14 Luglio 2009

Facciamo rumore

Archiviato in: Ordine del giorno, Politica — mickpaollino @ 11:04

liberta

Oggi è in programma lo scioperò dei blog per protestare contro le leggi del governo che mirano a distruggere e soffocare la liberta di parola.

la Blogosfera risponde alle leggi anticostituzionali e totalitarie zittendosi da solo!

Questo non è accettabile..Invito tutti i blogger, i lettori occasionali di questo blog, anche chi è solo di passaggio a scrivere anche solo una parola sul proprio sito, blog o space. Non tappiamoci la bocca da soli!

13 Luglio 2009

Chi è Chris McCandless?

Archiviato in: Ordine del giorno, dead zone — mickpaollino @ 14:15

alex

Chris McCandless, alias Alex Supertramp è o meglio era, un’esploratore americano.

Ossessionato dalle teorie di Jack London sul lato selvaggio della vita e dagli scritti di Henry David Thoreau sull’essenza dell’esistenza umana, Chris, nel 1990, fresco di laurea, decise di lasciare tutti i risparmi in beneficenza e di partire alla volta dei territori incontaminati dell’Alaska allo scopo di scoprire il vero significato della vita. Quest’ultimo, secondo il ragazzo, si sarebbe potuto assaporare maggiormante vivendo a stretto contatto con la natura selvaggia e sopravvivendo con ciò che essa poteva fornigli.

I viaggi di McCandless lo portarono in lungo ed in largo per i territori più aspri e desolati del Nord America nei quali, fra mille pericoli e difficoltà, egli si trovò a proprio agio: raggiunse una parte del proprio intimo che nè le distrazioni e la vita frenetica della città e della società umana, nè tantomeno i rapporti burrascosi col padre erano riuscite a tirargli fuori.

Dopo 2 anni di vagabondare Chris finalmente arrivò in Alaska nella primavera del 1992 e stabilì il proprio campo base all’interno di un vecchio autobus abbandonato; in una zona estremamente selvaggia e pericolosa egli trascorse 112 giorni cibandosi di quando riusciva a cacciare, trascorrendo il tempo a leggere i propri libri preferiti ed a riflettere sulle implicazioni più realistiche di quanto affermavano London e Thoreau.

Tutto questo, prima che due cacciatori della zona rinvenissero la sua salma all’interno del vecchio bus. Chris morì, all’inizio di agosto, per inedia, o almeno questo dichiararono le autorità.

Jon Krakauer, alpinista, giornalista e scrittore americano, nel suo libro del 1996 “Nelle terre selvagge”  afferma che la morte del giovane sopravvenne a causa dei semi della patata selvatica, unica parte tossica della pianta, che contengono swainina, una sostanza della famiglia degli alcaloidi (caffeina, morfina, mescalina) che provoca un lento deperimento dei tessuti vitali fino alla morte. Sempre nel testo del giornalista americano si apprende che accanto al corpo senza vita di Chris, furono ritrovati il  diario in cui erano annotati minuziosamente tutti gli eventi degli ultimi 2 anni di vita del ragazzo, alcuni oggetti di uso quotidiano ed una serie di foto che documentavano l’intera avventura. Due documenti colpiscono, su tutti, una foto, l’ultima, scattata da Chris intorno al 18 agosto(data della presunta morte)in cui si vede il giovane, smagrito e sofferente, ma sorridente, che lascia il suo messaggio d’addio al mondo; e una pagina strappata da un libro in cui il ragazzo aveva scritto “la felicità è vera solo se condivisa”. Non è da escludere che l’avventura di Chris fosse lì per lì per finire e lui per tornare fra la gente.

Ma, perchè guardando il film diretto da Sean Penn(Into the wild) e leggendo il libro di Krakauer questa storia mi ha colpito?

Nel 1990, anno in cui cominciò l’avventura di McCandless, avevo 6 anni, di libri ancora ne leggevo pochi ma ricordo che il primo libro che mi regalarono per il Natale del ‘91 fu Zanna Bianca di Jack London, seguito a breve da Robinson Crusoe di DeFoè. Storie di avventure all’interno della natura incontaminata: un sogno per un ragazzino di 7 anni che poco o nulla immagina dei pericoli e delle difficoltà che in realtà comportano quei posti. Mi capitava spesso mentre leggevo di fermarmi a pensare ed immaginare come sarebbe stato andarci in quei posti, come sarebbe stato sentire il freddo polare sulla pelle e rischiare la vita giorno dopo giorno. Evidentemente a Chris non bastava immaginarlo, voleva viverlo e l’ha fatto ed io lo ammiro per questo.

Non sarà stato il massimo della prudenza nè della saggezza ma rimane comunque un  grande uomo, capace di allontanarsi dalle comodità della vita moderna e sicura ma fin troppo falsa per andare a vivere nei territori meno ospitali del globo.

Di certo, è molto meglio gustarsi l’alba in mezzo alla natura selvaggia, dimenticandosi momentaneamente delle difficoltà che porterà il giorno, piuttosto che sentire i clacson, le urla dei commercianti ed il suono della sveglia, preludio ad un giorno sì colmo di comodità ma allo stesso modo povero di significati esistenziali.

12 Luglio 2009

Nurburgring 2009

Archiviato in: Ordine del giorno, sport — mickpaollino @ 14:30
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logo fiaArchiviata da pochi minuti l’edizione 2009 del gran premio di Germania. Ecco i risultati che non ti aspetti..

Vince Mark Webber (prima vittoria in carriera) su Red Bull seguito dal compagno di squadra Sebastian Vettel, terzo il ferrarista Felipe Massa (primo podio stagionale).

RED BULL – Nonostante la squalifica per comportamento scorretto di Webber e le difficoltà di metà gara del pupillo Vettel la squadra austriaca piazza la prima doppietta della sua storia. Perfetta.

FERRARI – Podio impossibile aveva detto Massa nel pregara e.. Podio invece fu.. Magari lo dicesse sempre..Bravo comunque, il pilota brasiliano, ad artigliare un terzo posto figlio di tanta sofferenza e tanta buona volontà. Kimi Raikkonen invece, il solito sfortunato ed infelice, si ritira..Che novità!Professionale, ma solo a metà.

BRAWN GP – Ad inizio stagione dovevano spaccare il mondo le due vetture del buon Ross, poi invece arriva la constatazione che i miracoli si facevano 2000 anni fa e le magie le fa solo Harry Potter. I due piloti Brawn soffrono terribilmente, Barrichello, diversi giri in testa, quasi si illude di poter vincere poi, complice il team che favorisce Button, si arrende ed arriva sesto proprio dietro al compagno di marca.

McLaren – Kovalainen incostistente come al solito, per metà gara fà da tappo alla Button company che comprende oltre al pilota britannico pure Massa, Vettel e Raikkonen, poi sparisce e si perde nei meandri del gruppo. Ottavo al traguardo. Bella ed emozionante la prova di Hamilton, anche se breve, molto breve. Bastano pochi metri al campione del mondo in carica per fiondarsi fra i primi ma alla prima curva buca da solo uno pneumatico posteriore e si autoesclude dalla lotta. Il buon Lewis comincia a capire che difenderlo, il titolo iridato, è molto più difficile che vincerlo.

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