L’ultima pagina: Durante di Andrea De Carlo

Pietro e Astrid sono una giovane coppia di artigiani che vive nelle isolate campagne dell’entroterra marchigiano a tredici chilometri dalla cittadina di Trearchi.
Semi-isolati dal resto del mondo vivono una vita tranquilla e semplice tra le loro stoffe tessute a mano, le fiere per esporle e le lunghe ore di lavoro per lavorarle, gestendo con disinvoltura ascetica i contatti con i pochi vicini.
La loro pacifica quotidianità viene però turbata dall’arrivo di un allampanato signore che nel bel mezzo di una torrida estate fa la sua comparsa attirando a se l’attenzione degli abitanti: riluttante a scoprirsi sul suo passato ed i suoi affari, Durante riesce ad affascinare chiunque abbia a che fare con lui e con i suoi modi di fare sinceri al limite dell’inverosimile conquista il cuore delle donne in cui si imbatte suscitando la gelosia dei relativi mariti.
La bravura di De Carlo sta nel far crescere la curiosità verso questo personaggio misterioso mentre questi si evolve ed aumenta il suo impatto nella storia: al lettore maschio può capitare di cominciare ad innervosirsi nel leggere determinati passaggi immedesimandosi in coloro che vedono la loro vita annientata da ciò che fa o dice Durante.
De Carlo ci spinge ad immedesimarci soprattutto in Pietro, personaggio già ben definito sin dalle prime battute, ben piantato con i piedi per terra e geloso di ciò che ha costruito nella sua vita ma, le sue certezze e le sue gelosie verrano spazzate via dallo tsunami emotivo e spirituale provocato dall’intruso Durante.
Leggendo la storia però, ad un certo punto, parallelamente a Pietro anche il lettore comincerà prima ad incuriosirsi e poi a pendere letteralmente dalla labbra di Durante affascinati dal suo modo di vedere le cose ed alla fine della storia non rimarra che riflettere su quanto le verità da lui teorizzate siano aderenti alla nostra vita.
Niente deve essere dato per scontato, tutto deve essere continuamente ricostruito o riconquistato poichè solo in questo modo si apprezza la preziosità di ciò di cui possiamo godere liberamente ma che non sarà mai di nostra proprietà: sentimenti quali l’amore o l’amicizia, infatti, non possono essere posseduti da alcuno ma solamente percepiti.
Alla fine De Carlo ci lascia con una domanda: Siamo noi che complichiamo le cose semplici con la nostra mania di dare nomi e creare codici e cataloghi per tutto? Oppure al contrario sono i nomi, i cataloghi ed i codici ad essere tentativi disperati di interpretare l’infinita complicazione delle cose?
Vi invito a rispondere..

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One thought on “L’ultima pagina: Durante di Andrea De Carlo

  1. chiara ha detto:

    Ti rispondo non appena lo avrò letto anche io

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