La saga dei Nibelunghi

Diversi secoli prima che J.J.R. Tolkien immaginasse il suo universo fantastico in cui il giovane hobbit Frodo Baggins si sarebbe avventurato nella cerca dell’Anello del potere, nella selvaggia ed aspra Europa del Nord (Danimarca,Olanda, Germania e Inghilterra) si tramandavano già da tempo miti e leggende nelle quali il destino di valorosi guerrieri era fittamente intrecciato con scelte divine ed immani imprese.
Basti pensare alle leggende del re Pescatore e di Beowulf, di Re Artù, Lancillotto e la cerca del Graal.
In Germania, sponda sinistra del Reno, si narra invece che un immenso tesoro, appartenuto alla mitica stirpe dei Nibelunghi, fosse custodito dal drago Fafnir all’interno della sua tana e che nessuno per anni ed anni era riuscito ad appropriarsene.
Qui si incastra perfettamente la trama del film La Saga dei Nibelunghi(2004) diretto da Uli Edel.
Il giovane Eric (Benno Furmann) è un abile forgiatore che vive sulle sponde del Reno, nei pressi del regno di Burgund, quando viene coinvolto nella caccia al drago Fafnir che stava devastando le terre di re Gunther.
Armato di una bellissima e terribile spada da lui stesso forgiata, il giovane riesce ad avere la meglio sul drago ma rimane avvinto da una potente maledizione: scoprirà infatti non solo che il sangue del drago gli ha conferito poteri straordinari ma anche che la bestia custodiva un tesoro inimmaginabile che il ragazzo fa suo nonostante gli spiriti dei Nibelunghi glielo sconsiglino caldamente.
Grazie ad i suoi nuovi poteri, l’ammazzadraghi Eric diventa presto un formidabile ed onoratissimo guerriero e, venuto a sapere di chiamarsi in realtà Sigfrido, figlio del re Sigmund, stringe alleanza con Gunther diventando suo fratello di sangue.
Ma la maledizione dei Nibelunghi comincerà ad avere i suoi nefandi effetti: Sigfrido era infatti innamorato perdutamente della regina di Islanda (Kristanna Loken nel film) ma, con l’aiuto di una pozione magica, verrà fatto sposare con la sorella di Gunther sancendo così una potentissima alleanza di sangue; il matrimonio verrà celebrato lo stesso giorno delle nozze del re con la regina d’Islanda che, ferita nel cuore e nell’orgoglio, ordinerà l’assassinio di Sigfrido.
Morto l’eroe, la matassa di inganni si dipana e la regina stessa, colma di rimorsi e sensi di colpa per aver ordinato l’assassinio dell’amato, si darà la morte.
Il film nel complesso è diretto bene e la trama è tanto avvincente da far passare inosservati alcuni difetti stilistici; peccato per il cast non proprio all’altezza della storia.
Sono tante tuttavia le tematiche fantasy che troviamo ne La Saga dei Nibelunghi e che saranno poi esaltati da Tolkien che gli darà consistenza: la figura del drago, avido e terribile, che ha come unico scopo nella vita quello di accumulare tesori, il tesoro maledetto appartenuto ad una stirpe ormai estinta, il sangue della bestia che conferisce poteri sovrannaturali, un eroe impavido che riesce in un’impresa impossibile ed infine sovrani senza scrupoli, pozioni magiche e tante, tante battaglie.

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