I sovrani decaduti

Se avesse potuto, e solo ci avesse pensato, chissà in che girone infernale Dante Alighieri avrebbe inserito i sovrani decaduti. Ovvero coloro che erano universalmente riconosciuti come professionisti nel loro settore, geniali ed acclamati che, per mano loro e per scelte errate, hanno perso tutto e sono diventati invisi alle masse.
Per farsi un’idea del personaggio di cui sto parlando basta guardare un notiziario sportivo: negli ultimi giorni non si fa altro che parlare di
1) Schumacher alla McLaren ovvero il Grande Tradimento;
2) Luciano Moggi che potrebbe ritornare alla Juve ovvero Il ritorno del re (senza alcun riferimento all’amato Tolkien)

Michael Schumacher è l’icona della Formula 1 moderna.
Dal 1991 all’esordio con la Jordan alla sua ultima gara nel 2006 il tedesco ha vinto 7 titoli iridati, è considerato il primo pilota tedesco ad aver vinto un campionato di Formula 1 e deteniene svariati record: maggior numero di gran premi vinti, di pole positions, di giri veloci, di hat trick (vittoria, giro veloce e pole nello stesso GP) e di punti in carriera.
Dei 7 titoli iridati del tedesco, 5, e tutti consecutivi, li ha
conquistati a bordo della nostra italianissima Ferrari, facendo passare inosservati piloti (simpatici caratterialmente ma non fenomeni in pista) come Eddie Irvine, Rubens Barrichello e, almeno in parte, Felipe Massa. A bordo della rossa di Maranello, Schumi infiammò le tifoserie di tutto il mondo con classe, spregiudicatezza, freddezza ed esperienza e divenne l’idolo del popolo Ferrari fino al tristissimo addio nell’ottobre del 2006.
Vi sono poi stati tre anni consecuitivi(2006-2009) in cui il campione tedesco ha lavorato ancora in Ferrari come super consulente per assistere la nuova squadra capitanata da Kimi Raikkonen e lo stesso Massa.
Nell’ultima stagione di F1, dopo che un bruttissimo incidente mise fuorigioco il pilota brasiliano si ventilò l’idea di uno Schumi-bis, emozionante idea che culminò con un secco “no” del pilota che, consigliato dal proprio preparatore atletico, rifiutò il rientro in pista per problemi fisici.
Il probabile rientro del glorioso pilota tedesco infiammò tutti noi tifosi che già godevamo all’idea di dare il ben servito ai pilotini come Button e Vettel che si stavano giocando il titolo e riaccese l’amore ed i ricordi al pensiero dell’era Schumacher.
Poi, negli ultimi mesi, sempre più notizie hanno cominciato a dare per certo l’ingaggio del tedesco alla scuderia Brawn-McLaren capitanata dall’eterno Ross Brawn: smentite da parte del pilota, supposizioni di zelanti giornalisti e noi tifosi ferrari che escludevamo l’idea nel modo più assoluto.
Poi, le prime conferme, le dichiarazioni ufficiali di Brawn e Schumacher, la certezza di un grande, enorme tradimento che si è materializzata in tutto il suo terribile splendore quando si è visto uno spot in cui Michael Schumacher guidava una McLaren stradale rossa..Ferrari!
Al posto di uno spento e deludente Raikkonen la Ferrari ha ingaggiato l’unico pilota in grado di battere Schumacher e che avrebbe dovuto sostituire il tedesco già dal 2006: Fernando Alonso.

Forza Alonso e forza Ferrari, ridicolizziamo il traditore!


Quest’altro signore in foto è stato definito il Re del calciomercato, il migliore DS sportivo italiano, un genio del pallone, finchè nell’estate dei Mondiali di Germania non fu sommerso da valanghe di accuse in seguito allo scandalo Calciopoli.
Il successo degli Azzurri di Lippi ai Mondiali Tedeschi non mitigò lo sdegno di tutti i tifosi italiani di fronte all’organizzazione Moggi (DS della Juventus) -Mazzini (vicepresidente Lega Calcio) -Giraudo (amministratore Juventus) che controllava, risultato per risultato, i destini di tutte le squadre della Serie A italiana.
Coinvolti nello scandalo furono il presidente laziale Claudio Lotito, i fratelli della Valle (Fiorentina), l’allora presidente della FIGC Franco Carraro, Filippo Meani (Milan) tanti albitri e diversissimi altri figuri collusi al sistema Moggi.
Il re Moggi caddè allora dal suo trono e, purtroppo per lui, non riuscì a trascinare con se tutti quelli che lo avrebbero meritato: Luciano Moggi divenne il demone occulto che si cibava della presunta regolarità del campionato italiano e, una volta smascherato venne considerato, e viene considerato tutt’oggi, colui che ha rovinato l’immagine del calcio italiano nel mondo.
In questi giorni a causa dei gravi problemi della Juventus e delle ultime vicende arbitrali è stato invocato spesso il nome di Moggi (pape Luciano, pape Luciano aleppe) a testimonianza del fatto che diversi personaggi che avevano ruoli pressochè centrali nello scandalo del 2006 sono ancora sui loro troni a tessere malefatte, a chiarire che, sì il sistema di controllo truffaldino è esistito ma gli albitri riescono a sbagliare pure da soli senza condizionamento alcuno.
Vista la crisi della Vecchia Signora bianconera c’è chi vorrebbe Moggi di nuovo alla guida della società, soprattutto i tifosi juventini che assaggiano per la prima volta dopo anni e anni l’amaro sapore di flop di mercato, scelte societarie errate e posizioni di classifica aberranti per una squadra del calibro della Juve.
Sensazioni che i milanisti come me (ma anche i cugini nerazzurri) conoscono molto bene.

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