Stranezze della notte televisiva

Ho il problema di non riuscire a prendere sonno facilmente, la sera, quindi per ammazzare il tempo, in attesa che Morfeo venga a bussare alla mia porta, faccio zapping in cerca di qualcosa di interessante in tv.

Devo dire, però, che spesso questa ricerca si trasforma in una scrematura del trash peggiore che le reti emittenti trasmettono in seconda e terza serata: orrendi filmacci apocalittici, pseudo-horror di serie C e programmacci noiosi su improbabili approfondimenti politici e culturali (figurati se all’una di notte uno ha voglia di vedere il faccione del premier e dei suoi cavalieri della tavola rotonda!).

Così, pur non apprezzando il personaggio di Piero Chiambretti, finisco per sintonizzarmi sul Chiambretti Night, nella speranza di guardare qualcosa di stimolante: spesso le interviste dell’istrionico presentatore lo sono davvero, altre volte invece si muore di noia (vedi intervista a Michelle Rodriguez..rigurgiti di San Remo!).

Ieri sera ho assistito ad una genialata del piccolo Pierino che mette, tra gli altri, intorno al suo tavolo del dibattito due protagonisti e sobillatori del popolo giovanile, due icone rappresentanti due movimenti musical-sociali che popolano le attuali popolazioni giovanili: Pino Scotto per la generazione heavy-metal e Dj Aniceto per il movimento Disco.

L’obiettivo, non dichiarato, di Chiambretti è quello di dimostrare la pochezza intellettuale di questi due “protagonisti” del pensiero dei giovani, mettendo in luce tutti i limiti, comportamentali e linguistici soprattutto, di due illusi (me dixit) e sedicenti guru per i giovani.

Argomento del giorno: Droga ed Alcool

Pino Scotto, già cantante, sia come solista che come frontman dei gruppi heavy-metal Vanadium e Fire Trails, adesso conduce la trasmissione culto Database su RockTv.
In questa trasmissione, il conduttore legge e risponde ai messaggi che il pubblico da casa gli invia tramite sms ed intermezza le sessioni di lettura/risposta proponendo alcuni video storici della cultura musicale rock e heavy-metal.
Scotto è famoso per le sue arrighe verbalmente violente nei confronti delle nuove leve della musica che egli ritiene essere costruite a tavolino dagli squali delle case discografiche ed aver dimenticato che la musica è uno strumento di comunicazione oltre che un’espressione artistica.
I suoi sproloqui, continui e sboccati, coinvolgono poi la politica italiana e la società in generale in un turbine di improperi che culminano nell’ormai famosa invettiva “Datevi fuoco”.
Il tormentone da piromane fa anche da titolo alla rubrica che Scotto tiene sulle pagine di Rolling Stone Italia riproponendo, sulla carta stampata, le sue violente filippiche televisive.
Premesso che condivido pienamente i discorsi di Pino sulla pochezza artistica e comunicativa della musica odierna e sullo stato di profondo coma mentale della nostra società, non posso condividere i suoi modi di porsi, linguisticamente ed emotivamente, di fronte alle telecamere ed i suoi sproloqui verbali conditi di tanti vaffanculo.

Scotto dimentica che
1) fa parte anche lui del sistema che critica perchè è famoso ed ascoltato non per il contenuto dei suoi discorsi ma per la forma estetica degli stessi..
2) predica bene e razzola male, criticando aspramente i cantanti moderni per poi fare i duetti con J-Ax..
3) lavora su RockTv non perchè questa emittente ha le palle, come dice lui, di farlo esprimere ma perchè fa tremendamente ascolto un maleducato che straparla sugli argomenti più discussi del momento
Io, molto candidamente, non gli perdonerò mai la critica aspra e gratuita nei confronti degli Ac/Dc che stravincono il confronto artistico con il suddetto personaggio.
Al Chiambretti Night si parla di droga ed alcool ma il contributo di Pino Scotto, in termini di originalità di argomenti, è pressocchè nullo se escludiamo frasi consuete al personaggio, del tipo le discoteche fanno schifo, i giovani non sanno divertirsi..datevi fuoco!

Altro fenomeno giovanile ad intervenire nel dibattito era Dj Aniceto


Il dj di Salerno, idolo delle folle della disco e amatissimo sul web, interviene nel discorso sulla droga e sull’alcool sciorinando un catalogo di frasi fatte e luoghi comuni del tipo bevete più latte la vera droga è la vita, sostenendo che, ai suoi dj-set, i ragazzi sorridono e si divertono ma non si drogano (su quest’ultima affermazione si scatena lo scetticismo del pubblico presente).

Con la sua parlantina pedante e scontata, la cui comprensione diventa pressochè impossibile data la zeppola di “mucciniana” memoria, Robbie Aniceto ci racconta del suo impegno contro la droga in collaborazione con Palazzo Chigi e delle esperienze che ha avuto con il mondo degli stupefacenti.

E’ lodevole che un personaggio così amato dalle folle giovanili, ormai assuefatte più che alla droga alla pseudo musica che sentono in discoteca, intraprenda un’iniziativa di tale impatto sociale come la battaglia alla droga, peccato, però, che egli stesso non sia in grado di spiegare la meccanica esatta dell’intervento, suo e dello Stato Italiano, per risolvere il problema.
E peccato che, sul suo sito personale, il buon Robbie proponga un indirizzo email per chiunque abbia problemi di droga e voglia essere aiutato ma, subito sotto, un altro indirizzo per organizzare un suo dj-set (mi sembra un po scorretto!): credi davvero che un ragazzo drogato (ce ne sono tanti) e che voglia uscire dal giro (non sono poi così tanti) lo venga a dire a te, via mail, che ti vanti di collaborare con lo Stato(conoscendo le idee anti-governo che circolano tra i giovani)?

Vista la pochezza comunicativa dei personaggi che sono intervenuti alla discussione e dopo il classico e scontato tormentone è giusto legalizzare?, Chiambretti rialza il tono della trasmissione facendo intervenire Costantino della Gherardesca che, citando il filoso inglese John Stuart Mill, dà un finale di classe al momento.

“Ciascun individuo è l’unico responsabile della propria salute fisica e mentale e non deve renderne conto ad altri laddove i suoi comportamenti
non vadano a ledere il medesimo diritto per tutti gli altri individui”

vale a dire

Fate quel che cazzo vi pare ma senza rompere le palle agli altri

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