Alice in Wonderland di Tim Burton

Il regista più visionario degli ultimi anni si è impegnato in una difficile e pericolosa rivisitazione del classico della letteratura favolistica Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Caroll.
Difficile perchè non è mai semplice dare forma ed immagine ad un libro di successo, sia esso un capolavoro fantasy o una favola per bambini (anche se le favole non sono mai solo per bambini).
Pericoloso perchè considerando i milioni di fan del classico di Carroll c’è sempre la fastiosa ipotesi che il risultato finale diverga dalle aspettative del grande pubblico.
Ecco come il geniale Tim ha risolto queste problematiche: basta prendere spunto non da uno ma bensì da due libri di Carroll (uno è il famosissimo Alice nel paese delle meraviglie, e l’altro, il meno conosciuto Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò) e progettare una classica storia fantasy con tanto di regno in rovina ed eroe che lo deve salvare.
Alice, secondo Burton, torna nel paese delle meraviglie da adolescente e trova un paese distrutto in balia della tirannica Regina Rossa e viene coinvolta nella più classica della profezie fantasy: sarà infatti lei, come paladina della Regina Bianca, a sfidare il paladino della tiranna e sconfiggerlo riportando il mondo meraviglioso ai vecchi fasti.
C’è tutto nel film: la profezia, gli oppressi in attesa del giusto paladino, il paladino che non vuole esserlo e il mostro finale con tanto di trionfo.
Aggiungete poi un Johnny Depp in versione Cappellaio Matto (dalla gestualità però fin troppo simile a Jack Sparrow) ed avrete il giusto connubio tra genio e sregolatezza in una trama che propone una ventata di freschezza nel mondo dei film liberamente tratti da pur zoppicando un po ed allontanandosi di netto dal capolavoro di Carroll.
Fin troppo gratuite, infine, le critiche di chi sperava (non so per quale motivo) di vedere una rimasterizzazione del cartone animato Disney.
E’ fin troppo vero che nel film mancano completamente le atmosfere oniriche che sottolineavano la bellezza e (in un certo senso) la tranquillità del paese delle meraviglie ma, si tratta di Tim Burton non di Gabriele Muccino, quindi..
A mio parere il miglior film puramente fantasy insieme a Il labirinto del fauno.

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