Shutter Island: il capolavoro di Martin Scorsese

Martin Scorsese dirige l’adattamento cinematografico de L’isola della paura, un romanzo del 2003 di Dennis Lehane (Mystic River), creando un vero e proprio capolavoro.
Shutter Island è una storia in cui amore e disperazione si intrecciano l’un l’altro trovando così la loro ragione d’essere, è un viaggio negli abissi sconfinati della follia umana nella sua accezione più violenta ed incontrollabile, più terrificante.
L’aspetto più inquietante del film è l’atmosfera priva di luce, sempre al buio o al massimo in penombra, una sensazione che confonde i pensieri impedendo di ragionare lucidamente: è come se il regista avesse voluto trasportarci dentro la mente di un pazzo per vedere con i suoi occhi il mondo circostante.
La trama è curata e densa di emozioni suscitate dai flashback del protagonista che dimostrano anche quanto può essere difficile per un uomo affrontare le varie esperienze della vita e non rimanerne irrimediabilmente condizionato.


Edward Daniels (Leonardo Di Caprio) e Chuck Aule (Mark Ruffalo) sono due agenti federali spediti ad indagare sulla misteriosa scomparsa di una paziente dell’ Ashecliff Hospital situato su un’amena isola nella baia di Boston.
Si tratta non solo di un manicomio criminale ma anche e sopratutto di un istituto correttivo per i malati di mente ivi detenuti perchè colpevoli di reati violenti.
Nella struttura i pazienti/detenuti vengono sottoposti a svariate metodologie di cura, sia psicologiche che farmacologiche sotto la guida dell’inquietante e mieloso dottor John Cawley (Ben Kingsley) e del tenebroso dottor Jeremiah Naehring (Max Von Sydow).
Teddy e Chuck dovranno fare i conti con la reticenza del personale del posto e il velato ostruzionismo dei due medici da un lato disponibili a fornire tutto l’aiuto possibile ma dall’altro profondamente gelosi dei segreti dell’isola.
Ad appesantire la situazione ed il benessere mentale di Teddy ci penseranno i ricordi del suo passato di militare durante il secondo conflitto mondiale, gli orrori del campo di stermino di Dachau e la tragica scomparsa della moglie avvenuta pochi anni prima.
La genialità di Scorsese si manifesta appieno quando il film sta scivolando verso un finale scontato, la situazione si ribalta confondendo protagonista e spettatore, costringendo entrambi a chiedersi cosa sia vero e cosa invece sia frutto della suggestione e dei giri a vuoto della mente.

Tutto inizia da un enigma:

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