L’ultima pagina: Get Back!(i giorni del rock) di Alberto Campo

Primavera 1960: il rock’n’roll era finito con la fine degli anni ’50.

La morte di Eddie Cochran, avvenuta nell’aprile del 1960, aveva di fatto cancellato dalla scena della musica l’ultimo artefice della nascita e della diffusione del  genere musicale che aveva infiammato centinaia e centinaia di ragazzi.
Appena 10 anni di delirio e successi discografici, poi il tramonto, poco alla volta: uno per uno, infatti, i mostri sacri del rock’n’roll erano andati via via scomparendo.
Per primo era toccato a Little Richard (Tutti Frutti) che si era disinteressato progressivamente della musica per dedicarsi alla religione, poi Jerry Lee Lewis (Great Balls Of Fire, Breathless) messo al bando dopo aver sposato una cugina minorenne, Gene Vincent (Be Bop A Lula) autoesilatosi in Gran Bretagna, Chuck Berry (Roll Over Beethoven, Johnny Be Goode) scontava la sua condanna in prigione, Elvis Presley alle prese con il servizio di leva che ne stroncò definitivamente la carriera e Buddy Holly (That’ll Be The Day, Peggy Sue) e, come già detto, Eddie Cochran (Summertime Blues, C’mon Everybody) passati a miglior vita.

Durante l’apoteosi artistica di questi grandi signori della musica mondiale i Beatles avevano appena scelto di chiamarsi in questo modo, nei sobborghi di Londra Mick Jagger conosceva l’amico Keith Richards, Bob Dylan si trasferiva nel New Jersey per rendere omaggio all’idolo Woody Guthrie, a Seattle Jimi Hendrix abbandonava la scuola per la musica mentre David Bowie sognava di diventare un sassofonista, Kurt Cobain non era ancora nato e Debbie Briggs, allora poco più che neonata, non avrebbe mai immaginato che anni dopo il figlio Marshall, in arte Eminem, l’avrebbe ripudiata pubblicamente nel suo disco d’esordio.

Eminem?!? Che c’azzecca Eminem con gli altri artisti di quanto scritto sinora?, direte voi..
Ebbene, ve lo spiego io.

Alberto Campo, autore del sagace e divertente libro Get Back! (Laterza, 2004) ci invita ad andare indietro nel tempo a scoprire, attraverso 20 tappe fondamentali dal 2002 al 1954, i giorni che hanno cambiato la storia della musica mondiale fissando i canoni delle varie diramazioni artistiche e proponendo sulla scena globale gli artisti più rappresentativi di esse.

Si parte dunque dall’8 Novembre 2002, data in cui debuttò nei cinema di tutto il mondo il film 8 Mile con protagonista ed autore delle musiche il rapper bianco Eminem, per concludere un suggestivo rewind temporale e musicale in data 19 luglio 1954: anno in cui la Sun pubblica il primo 45 giri di Elvis Presley.

Da Eminem e Presley, quindi, ma non per fare un confronto irriverente tra il Re del rock’n’roll ed il rapper forse più famoso del XXI secolo.
Il filo conduttore che lega i due è molto profondo benchè siano non solo due personaggi vissuti in epoche storiche lontane e decisamente diverse ma anche due rappresentanti di due stili musicali “inventati” dai neri d’America come il rap e il rock: il primo proveniente direttamente dai griot dell’Africa reimpastati poi dai Master of Ceremony (antesignani dei vocalist e dei dj) come Kool Herc; il secondo nato dalla commistione tra il substrato religioso-culturale degli afroamericani e il blues, genere musicale controverso e spontaneo, spesso definito come musica diabolica.

Elvis ed Eminem nient’altro avrebbero fatto che rubare alla cultura nera la formula magica del successo divenendo poi delle celebrità indiscutibili.

Tra i due ci sono, però, 20 anni di musica e di artisti, di sperimentazioni sonore e di eventi che hanno segnato per sempre la storia della musica:
Alberto Campo ce li fa rivivere con dovizia di particolari e con suggerimenti cinematografici, musicali e letterari da prendere seriamente in considerazione.

Dalla sfida tra Blur ed Oasis negli anni 90 alla rivalità tra Beatles e Rolling Stone degli anni 60; dalla nascita del punk nell’Inghilterra oltraggiosa dei Sex Pistols, dei Clash e dei Ramones al rock’n’roll che piace ai genitori dei Beach Boys; dalla consacrazione di David Bowie con il nome di Ziggy Stardust a quella di Jimi Hendrix sul palco del Monterey Festival; dai teutonici Kraftwerk che danno il via all’era del pop elettronico ai Led Zeppelin che invece canonizzano l’hard rock con il loro quarto, storico, album.

Ultimo appunto: come avrete notato non si parla solo di rock in questo libro ma anche di rap, punk, electro, pop e non mancano gli accenni al reggae ed al grunge perchè essere una rockstar vuol dire soprattutto infrangere le regole e le classificazioni, sperimentare parlando fuori dal coro per proporre sempre un prodotto nuovo e, come sosteneva John Lennon, essere rock vuol dire guardare al futuro e non crogiolarsi nelle glorie passate!

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One thought on “L’ultima pagina: Get Back!(i giorni del rock) di Alberto Campo

  1. Rudy Arifin ha detto:

    Mick Jagger Biography – A Legend in Classic Rock

    01.16.10

    Mick Jagger is one of the most well-known and highly respected musicians in the world. He is a living legend whose career has spanned 5 decades and he, with the help of his Rolling Stones band members, have sold millions of albums worldwide.

    So when did it all start? When did Mick Jagger decide he would be part of one of the most popular bands in the history of the world?

    He was born in Dartford, Kent (England) in on July 26th, 1943. Amazingly, he met Keith Richards at the tender age of 4, lost touch, then became reacquainted on a train in 1960. Mick left the London School of Economics to become a rock musician. The Rolling Stones formed between 1960 and 1962. Mick Jagger played the harmonica and was on lead vocals, Keith Richards and Brian Jones on guitar, Charlie Watts played the drums, Bill Wyman on bass. Their style was a mix of blues and rock, combining the styles of Muddy Waters and Chuck Berry.

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