Inception: quando un idea diventa pericolosa

Un idea è il più pericoloso agente virale che possa esserci in natura: una volta generata essa si attacca al cervello monopolizzando su di se tutte le attenzioni e convogliando ogni ragionamento o azione verso la sua realizzazione finale.
Ma, se un’idea può essere estratta facilmente dalla mente, altrettanto non si può dire per l’impianto di un’idea nella stessa mente.

Dom Cobb (Leonardo Di Caprio) è un estrattore.
Il suo rischioso lavoro consiste nell’introdursi nei sogni della gente per rubare i segreti o le idee ed offrirle al migliore offerente.
Dom è il migliore nel suo lavoro ma è anche turbato dalla dipartita della moglie Mal (Marion Cotillard) a causa di un passato torbido che gli provoca problemi sempre più persistenti circa il buon esito delle missioni.
Ancora un lavoro. L’ultimo prima di ritirarsi. L’ultimo per saldare un debito.
Installare un’idea nella mente del giovane e facoltoso Fischer (Cillian Murphy): un lavoro rischioso in cui solo Dom Cobb può riuscire.

Sarà proprio durante questo ultimo incarico che Cobb dovrà affrontare i sensi di colpa per la scomparsa della moglie e le vendette oniriche della stessa.

Christopher Nolan(Memento, The Prestige, Insomnia, Batman Begins) ci ha messo ben 10 anni per scrivere questo film (anche se il trucco del doppio lustro di lavoro indefesso lo aveva già usato un certo James Cameron per pubblicizzare la sua stramaladetta versione steampunk di Pocahontas. Leggi Avatar.) ma sembra proprio che la creatura, da un certo punto in poi, si sia evoluta di sua spontanea volontà senza l’intervento del creatore.

Dopo una buona mezz’ora stavo seduto nella comoda poltroncina del cinema a chiedermi se l’estrazione meglio riuscita del film non fosse quella dei 7,50 euro dalle mie tasche quando, all’improvviso, la trama cambia registro e comincia farmi sognare.
Tra chi estraeva idee dai sogni altrui e chi creava letteralmente i sogni ho perso il contatto con la realtà e mi sono trovato immerso fino al collo in una storia avvincente con un ottimo ritmo narrativo supportata da una regia e da una fotografia perfette fino al più piccolo particolare e poi.. E poi c’era Marion Cotillard..
Ma non divaghiamo.

Di colpo però l’idillio si rompe, tutto si confonde in un action movie american style con soldati che sparano da ogni parte, esplosioni e botte da orbi che è riuscito a rovinarmi la magia di uno splendido finale in cui può essere accaduto tutto oppure niente.

Cobb\Di Caprio ha cercato per tutto il film di impiantare un’idea nella mente di Fischer mentre quest’ultimo dormiva, quindi ho pensato, scomodando il vecchio adagio, che la notte avrebbe portato consiglio e l’idea di un film ben riuscito avrebbe attecchito nella mia mente durante il sonno: vana speranza.
Per fortuna che c’era Marion Cotillard..

Mi è rimasta la sensazione di un film studiato e complesso che non si può raccontare ne a parole ne in un post, un film che bisogna vedere prima di giudicare. Un buon lavoro ma non un capolavoro.

A chi fosse ulteriormente interessato propongo un’altra recensione di Inception a questo link.

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