Dai The Who ai Sex Pistols: le radici del punk

Se si dovesse assegnare il titolo di Città della Musica fra tutte le metropoli più importanti esso andrebbe senza ombra di dubbio assegnato alla città di Londra.
A partire dagli anni 60, decennio dopo decennio, la capitale dell’impero britannico è stata una fucina sempre in attività di band, culture e generi musicali:la Beatlesmania, i Rolling Stone, i primi embrioni dell’hard rock e del metal, il brit pop, l’art rock e il punk..
Un’eredità pesante quella che in questi anni di sterilità musicale sta passando nelle mani delle nuove generazioni che potranno partecipare al grande mistero della Swinging London rispettandone le ferree regole.

Prendere quanto più possibile, sballare e poi passare il testimone.

Il tema del passaggio del testimone è la chiave di volta per spiegare la longevità di un fenomeno culturale che va avanti ininterrottamente dal primo quinquennio del 1960, ossia dal periodo in cui cominciarono a nascere le tante band  che poi avrebbero influenzato tutta la musica per i decenni a venire.
Nel 1977 avvenne proprio uno dei passaggi di testimone più significativi nella storia della musica, un momento che segnò il passaggio tra la cultura rock e quella punk.

I The Who, storica band londinese, sono all’apice della propria carriera e dopo 12 anni di musica di altissimo livello e di altissimi eccessi si cominciano a sentire gli scricchiolii sia nella musica che nelle ideologie del gruppo; è proprio a questo punto che entrano in scena un gruppo di ragazzi provenienti dai quartieri per bene di Londra che avevano modi di fare e di suonare alquanto alternativi. Si chiamano Sex Pistols e dal 77 alo 79 avrebbero avuto un successo spaventoso in tutto il mondo.

Tutto iniziò nella seconda metà del 1964.

La band era formata da 4 elementi: Roger Daltrey al microfono, Pete Townshend alla chitarra elettrica, John Entwistle al basso e il novello Keith Moon alla batteria.

Da sinistra a destra: Daltrey, Townshend, Entwistle, Moon
Il genere è il rock canonico suonato però in maniera più aggressiva, i testi sono più aspri rispetto ai coetanei Beatles ed il successo non arriva immediatamente proprio a causa degli illustri connazionali; nel 1965, però, l’album My Generation sconvolge le menti e le budella a centinaia di migliaia di ragazzi inglesi grazie al fantasmagorico basso di Entwistle e lancia il messaggio generazionale che aspettavano tutti.
Con questo successo i Who vengono immediatamente inseriti nella schiera delle band proto-punk, ovvero tra i gruppi che influenzeranno in maniera pesante il lavoro di nomi illustri dell’esercito punk come Ramones e The Clash ma anche altri generi come l’hard rock dei Led Zeppelin, il rock degli U2, il britpop degli Oasis e il grunge dei Pearl Jam.
Tra i brani da ascoltare assolutamente non possono mancare Substitute, I’m A Boy, I Can See For Miles, Magic Bus.
Per sei anni Daltrey e gli altri compongono brani ed album a mannetta raccogliendo consensi e successo in ogni angolo del pianeta.
Nel 1970 esce Who’s Next il cui brano rappresentativo è Won’t Get Fooled Again, primo esempio dell’uso dei sintetizzatori nella musica rock ma purtroppo anche giro di boa di una carriera che vedrà un altro picco nell’album Tommy, colonna sonora dell’omonimo lungometraggio ed avrà il suo canto del cigno in Who Are You nel 1978.
Nello stesso anno Keith Moon abbandonerà la band a causa della sua prematura scomparsa per abuso di farmaci.

I progetti sovversivi e rivoluzionari portati avanti dagli Who trovano la loro perfetta prosecuzione in un gruppo di ragazzi indisciplinati e sprezzanti.
Nel 1975 John Lydon, poi soprannominato Johnny Rotten (Marcio), fonda la sua rock band insieme al chitarrista Steve Jones, al bassista Glen Matlock ed al batterista Paul Cook: il loro genere,  definito punk (di scarsa qualità) fatto dei suoni aspri e veloci che già avevano resi celebri gli Who ma con testi ancora più aggressivi e offensivi che inneggiavano all’abolizione delle regole.

Da sinistra a destra Steve Jones, Sid Vicious, Johnny Rotten, Paul Cook
Dopo mesi di cover di brani anni 60 il successo arriva con il singolo Anarchy In The UK in cui vengono poste le basi di quello che avrebbero fatto i 4 ragazzi londinesi: il singolo viene apprezzato dai giovani ma non dalle autorità che non condividono la negazione del sistema di regole su cui gli inglesi avevano da anni educato la prole nè tantomeno i modi di fare al limite dell’animalesco dei quattro musicisti che non hanno alcun tipo di pudore sul palco e nella vita.
Proprio questi modi di fare causeranno l’allontanamento di Matlock, in rotta con Lydon per il suo comportamento troppo da Beatle; al suo posto viene scelto un amico di Lydon tale John Simon Ritchie detto Sid Vicious (Vizioso) dalle dubbie capacità musicali ma dal carattere pazzoide perfettamente in linea con il resto del gruppo. Marci e Viziozi, i Pistols comporranno nel 1977 l’inno alla propria ideologia anarchica e maleducata con God Save The Queen in cui attaccano fortemente la Regina Elisabetta ed il regime britannico.

Le critiche e gli ostracismi nei confronti della band non intaccheranno il grande successo dell’album Nevermind The Bollocks: Here’s The Sex Pistols contenente entrambi i singoli già citati insieme a Pretty Vacant e EMI chiara presa per i fondelli per l’etichetta discografica.
Il 1978 è l’anno della consacrazione con il tour americano che però verrà interrotto a causa dello scioglimento del gruppo: l’anno successivo Sid Vicious morirà per overdose.
I Sex Pistols cessano così di esistere dopo solo 3 anni di attività e 2 singoli di successo ma il punk, di fatto, inizia qui.

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