Il Silmarillion di Tolkien in musica grazie agli Ainur

La musica degli Ainur non è solo il titolo del primo libro dello splendido romanzo fantasy Il Silmarillion di J.J.R. Tolkien ma anche quello di cui voglio parlarvi in questo mio post.

Gli Ainur, come molti amanti del sommo Tolkien sapranno già, sono le divinità di Arda, la terra fantastica su cui si avvicendano le storie del Silmarillion e che poi diventerà la famosa Terra di Mezzo.
Quello che forse non sono in molti a sapere è che gli Ainur, oggi, sono una band, o per meglio dire, un’orchestra composta da 18 elementi la cui produzione artistica è fortemente legata alla letteratura tolkeniana.
Gli Ainur infatti hanno realizzato, ad oggi, 3 concept album incentrati sulle storie che compongono il Silmarillion: From Ancient Times (2006), Children Of Hurin (2007) e Lay Of Leithian (2009).

Quello di cui voglio parlarvi è proprio l’album d’esordio degli Ainur: From Ancient Times.
Com’è facile intuire esso tratta in musica i temi iniziali de Il Silmarillion, in particolare dalla creazione di Arda alla Guerra d’Ira che chiude la Prima Era dell’universo fantasy ideato da Tolkien.


Il concept album contiene 11 brani arrangiati in uno stile di base molto progressive rock che sfocia, di tanto in tanto, nell’epic metal ma senza stravolgere il registro musicale.

  1. Now It All Began
  2. The Beginning Of Days
  3. The Firstborn
  4. The Power Of Unlight Ungoliant
  5. Ulmo’s Voice
  6. The Fall Of Nargothrond
  7. The Weeping Of Maid Nienor
  8. The Fall Of Gondolin
  9. Earendil e Elwing
  10. War Of Wrath
  11. The Lost Elf Maglor

 

 

I testi, praticamente perfetti, narrano della nascita dei Priminati all’Inizio dei Giorni, delle malefatte di Ungoliant, delle avventure di Earendil e Maglor, della scomparsa del Regno di Nargothrond e della città elfica di Gondolin fino alla Guerra D’Ira.
Nonostante il Silmarillion sia un testo per veri amanti del fantasy (esso infatti può sembrare molto noioso a chi non apprezza il genere) l’ascolto di From Ancient Times è assai gradevole poichè svaria, per assonanza, da sonorità melodiche e dolci, come quelle di Elisa per capirci, a passaggi molto hard rock e metal come Blind Guardian o Rhapsody strizzando costantemente l’occhio (anzi l’orecchio converrebbe dire) allo stile progressivo dei Pink Floyd.

In definitiva il concept album è un’ottimo prodotto musicale per chi, come me, è affamato non solo di produzione letteraria di Tolkien ma anche di tutti gli annessi e connessi.
Per completezza potete consultare il sito ufficiale degli Ainur e, per chi ancora non lo conoscesse, potete visionare tutto ciò che riguarda Tolkien sul sito delle Società Tolkeniana Italiana.

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