Distratto ma però geniale!

Spesso capita di conoscere artisti che hai sempre avuto sotto il naso ma che non hai mai considerato quel tanto che basta per capire quanto in realtà siano bravi; altre volte si ascoltano dei tizi che non hai mai sentito nominare e all’improvviso vedi la luce e pensi: ma per quale caspita di motivo io non ho nemmeno un disco di questo tizio?

Sarà la solita curiosità pigra e sarà perchè radio e tv ci propinano sempre e solo la stessa minestrina riscaldata fatta di giovani promesse che escono fuori dai talent show promettendo fuoco e fiamme e poi finiscono per vendere l’anima al demone del successo e dei guadagni faraonici.
Allora, se solo per un attimo, ci si sforza di scavare nelle pieghe della musica commerciale italiana si trova un sottobosco di artisti ingiustamente sottovalutati o accantonati per far posto a nomi più “orecchiabili” come, ad esempio, nel caso del grande Peppe Voltarelli.
Sò già che molti di voi avranno già arricciato il naso e si chiederanno: e chi cazz’è?

Altri, i più informati, avranno già associato questo nome a quello di un famoso gruppo folk rock italiano denominato Il Parto Delle Nuvole Pesanti.

Dal 1991 al 2006 Peppe Voltarelli è stato infatti il frontman del gruppo calabro-bolognese prima di intraprendere un’ottima carriera da solista che lo ha portato a firmare 3 album.
Oggi vi segnalo quello che secondo me è un disco geniale del cantautore calabrese: Distratto ma però.

Il disco risale al 2007 ed è composto da 11 brani uno più bello dell’altro che spaziano tra vari temi, alcuni personali dell’autore, altri meno personali come l’emigrazione degli e il turismo esasperato ed esasperante croce e delizia del Sud Italia.

E’ proprio la ballata folk Italiani Superstar ad aprire il disco in cui Voltarelli racconta degli italiani emigrati in America negli anni 50 aiutato da un ritmo di chitarre e tamburelli che si ritrovano anche nell’allegra e ritmata Ciao Come Stai e nella terza traccia, Leggero Leggero, meno ritmata ma più intima e personale.

Troviamo poi sonorità calde e avvolgenti che strizzano l’occhio alla musica araba in Aria, il quarto pezzo del disco che ne chiude la prima parte, quella veloce e allegra, per lasciare spazio alla bellissima e poetica L’Anima è Vulata in cui i suoni dolci fanno da contrappunto all’asprezza del dialetto calabro di alcune parti del testo.
Scendo è invece un brano più intimo e ragionato che avvolge con melodia e testo che fa da preludio alla veloce e geniale Turismo In Quantità.

Viene quindi il momento della splendida title track Distratto Ma Però che delizia con il sottofondo di chitarra ritmica che troviamo anche il La Luna Ride.
Prima della fine c’è ancora spazio per la giocosa Come Faccio Con Te e la caposseliana Sollevato.

Fine del disco. E viene subito voglia di rimetterlo su per ascoltarlo di nuovo: Distratto ma però è infatti un disco che non può venire a noia all’orecchio più attento ed abituato a testi geniali sottolineati da melodie perfette in cui tanti strumenti si fondono in un unica sonorità che avvolge e dà risalto alle parole.

Mi è capitato di ascoltare Peppe Voltarelli sia in TV che dal vivo e devo proprio dire che è stato davvero una piacevole sorpresa in un mondo musicale, quello italiano, che propone ormai da decenni gli stessi nomi e le stesse canzoni.

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