The Borgias: a metà strada tra storia e leggenda

Alla fine del 1400 la società europea era in subbuglio inseguito alle esplorazioni compiute da Cristoforo Colombo e  Amerigo Vespucci nel Nuovo Continente mentre nel Vecchio Continente i giochi di potere ed aspettative forgiavano le fortune delle più importanti dinastie della storia medievale.

A quel tempo l’Italia non esisteva ancora o, per meglio dire, era ben lontana dall’essere politicamente e geograficamente com’è oggi: lo stivale era infatti diviso tra i Ducati del Nord, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.
A Nord il Ducato di Milano era nelle mani della famiglia Sforza così come i centri minori di Imola, Forlì e Pesaro; il Granducato di Toscana era invece amministrato dal giovane Lorenzo de’ Medici con il sostegno di Nicolò Macchiavelli mentre il Regno di Napoli, il cui trono era storicamente reclamato da Spagna e Francia, era governato dal moribondo re Ferrante I e proclamava la sua indipendenza.

Il canale statunitense Showtime ha recentemente trasmesso una serie ambientata proprio in questo periodo storico intitolata The Borgias.


Si tratta della storia della famiglia ispano-italiana dei Borgia e della loro scalata al potere attraverso un susseguirsi di sotterfugi, intrighi, assassinii e matrimoni di convenienza.

La serie, la cui prima serie conta 9 puntate, comincia quando Innocenzo VIII abbandona le sue spoglie mortali lasciando vacante il soglio pontificio: questo verrà preso di mira dai cardinali appartenenti alle famiglie più potenti delle politica europea tra cui gli Sforza, i Della Rovere, gli Orsini e, appunto, i Borgia.
Ed è’ proprio Rodrigo Borgia ad essere eletto come nuovo pontefice con il nome di Alessandro VI:  da questo momento in poi egli cercherà di accumulare potere piazzando strategicamente i propri figli maggiori, Juan e Cesare, nel complesso organigramma dello Stato Pontificio, mentre ai minori, Lucrezia e Goffredo, toccheranno i matrimoni combinati per stringere alleanze con le altre famiglie.
L’unico ad opporsi all’operato di Rodrigo sarà il cardinale Giuliano Della Rovere che cercherà di far deporre l’avversario chiedendo aiuto alla Signoria di Firenze, al Regno di Napoli e, infine, al re di Francia Carlo VIII.

A dispetto delle numerose inesattezze storiche la serie è ben fatta e molto intrigante; la storia si dipana abbastanza velocemente da non impantanarsi in tediosi risvolti e i personaggi sono ben allineati, idealmente, alla persona che rappresentano.
Rodrigo Borgia è magistralmente interpretato da Jeremy Irons le cui espressioni facciali e comportamentali ben si addicono a descrivere le turbe psicologiche che possono colpire un uomo rivestito di tanto potere e assediato da tanti nemici; il mio consiglio per chi volesse vedere la serie è quello di cercare le puntate in lingua originale, magari con i sottotitoli, per meglio apprezzare la bravura degli attori.

Il personaggio meglio assortito è però quello di Cesare Borgia (François Arnaud). Se, infatti, Rodrigo è la mente dei maghecci perpretati dai Borgia, Cesare ne è il braccio, e non si tratta di un braccio buono solo ad agire ma anche a pensare.
Cesare agisce all’ombra del padre protetto dai suoi abiti ecclesiastici tessendo la sua rete di inganni e non disdegnando l’azione vera e propria, specie se ad aiutarlo c’è lo spietato assassino Micheletto Corella.

La storia dei Borgia è quella di una famiglia invisa alla aristocrazia italiana i cui componenti si industriano incessantemente per non essere annientati dai più forti Sforza e Medici e per accedere ad una condizione di superiorità che solo il potere riesce a dare, più del denaro e della fama.
Attenzione però.
La serie The Borgias non propone Rodrigo ed i sui congiunti come gli eroi del caso, nè presuppone che siano i loro avversari, Giuliano Della Rovere in primis, i buoni della situazione.
Si tratta di una nuda e cruda cronaca di quello che una famiglia può fare per difendersi in una società spietata come quella mediaevale.

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