I fratelli Coen e il trittico cinematografico dell’assurdo

Come si fa a dirigere un film la cui trama proceda oscillando pericolosamente come un acrobata tra surrealismo e comicità?
Facile: si chiamano i fratelli Coen.

Ethan e Joel Coen rappresentano un patrimonio per l’industria cinematografica: nessuno come loro, infatti, riesce a fondere comicità e dramma senza apparire blasfemi, realtà ed assurdo senza diventare banali, azione e filosofia senza cedere il passo alla pedanteria.
Non mi soffermerò su alcuni (scontati) titoloni da grande pubblico come Non è un paese per vecchi (2008), Il Grinta (2010) e Ladykillers (2004) ma, andrò direttamente al sodo, a quello che definisco o trilogia, se volete, dell’assurdo.
Manco a dirlo i tre film di cui mi accingo a parlare sono completamente slegati, non hanno punti in comune se non la genialità direttiva dei Coen e, ovviamente, la loro regia e rappresentano la summa maxima del lavoro coeniano.

Nel 1998 Ethan e Joel dirigono un film talmente d’impatto per la società americana da spingere alcuni appassionati (malati??) a fondare una religione il cui messia è il protagonista della pellicola.
Non avete ancora indovinato?
Si tratta de The Big Lebowski (in Italia Il Grande Lebowski) in cui i due registi giocano con la commedia del malinteso offrendo uno spaccato della provincia americana diversa dai soliti canoni dominati dal sogno americano.

Jeff Bridges alias Jeffrey Drufo Lebowski

Siamo nella periferia di Los Angeles negli anni 90, Jeffrey “Drugo” Lebowski (interpretato da un sontuoso Jeff Bridges) ama bighellonare tra casa sua e la sala bowling insieme agli amici Walter Sobchak (John Goodman) e Donny (Steve Buscemi) ma, all’improvviso la sua routine quotidiana verrà sconvolta dall’essere stato scambiato per il ricco magnate Jeffrey Lebowski (David Huddleston). Drugo verrà quindi trascinato in una storia di rapimento e riscatto, di confusione e ingannevoli qui pro quo che la sua ironia farà diventare tragicamente comici.

 

 

Da sinistra a destra: Turturro, Blake Nelson e Clooney

L’anno successivo i Coen tornano nelle sale con Oh Brother, Where Art Tou?.
Mississipi, fine degli anni 30: Tre detenuti tentano la fuga in mezzo alle campagne incolte.
Ulysses Everett McGill (George Clooney), Delmar O’Donnel (Tim Blake Nelson) e Pete Hogwallop (John Turturro) si danno alla macchia per recuperare un tesoro che ammonta a un milione di dollari virgola due prima che la costruzione di una diga ne cancelli per sempre l’esatta ubicazione; l’unico problema è attraversare la provincia americana senza farsi riacciuffare dai poliziotti.

Non sarà facile però attraversare uno stato in fibrillazione per le elezioni politiche, una regione con ancora forti e radicati pregiudizi razziali dove però sta nascendo il blues nero.
Tra surreali incontri e disavventure tragicomiche i tre amici ex galeotti verranno coinvolti loro malgrado nella campagna elettorale del governatore uscente e scambiati per famosissimi cantanti blues prima di vedere la fine delle loro peripezie che comporterà…. Andate a vedere il film!
Anche in questa pellicola i Coen giocano con l’assurdo e il surreale ma personificando questi due temi con alcuni personaggi disseminati nel corso della storia; si tratta di una delle migliori interpretazioni di Clooney che sembra proprio a proprio agio nei panni del mellifluo e saccente Everett contrapposto però al più pratico e suscettibile Turturro che è sempre un piacere veder recitare.

E siccome non c’è due senza tre i Coen nel 2008 vanno al cinema con Burn After Reading (in Italia A Prova Di Spia).
Il progetto qui è molto più ambizioso dei capitoli precedenti giacchè in gioco v’è la serietà dei servizi segreti americani, presi sontuosamente per i fondelli.
Osbourne Cox (John Malkovich) è stato allontanato sgarbatamente dalla sua scrivania degli uffici della CIA così, per vendicarsi, cominci a scrivere una biografia non autorizzata del famoso sistema di servizi segreti svelandone anche i più scabrosi retroscena. I suoi scritti finiscono però in mano a due svitati personal trainer Chad Fieldhemier (Brad Pitt) e Linda Litzke (Frances McDormand)che li intendono usare per ricattare l’ex federale. Purtroppo per loro il tentativo viene intercettato dall’agenzia che cerca in ogni modo di contrastarli mettendo però in evidenza tutti i limiti dei propri metodi e sarà solo per la loro scelleratezza se Chad e Linda non vedranno andare in porto la propria missione.

Brad Pitt sempre perfetto nella parte del pazzo

 

 

 

 

E così, in tre film Ethan e Joel Coen riescono a mettere alla berlina CIA, politica e provincia americana suscitando un sorriso laddove invece dovremmo porci delle domande, sottolineando con l’ironia alcuni passaggi a vuoto dei sistemi politico e sociale degli USA che dimostra di essersi poco evoluto dal 1930 fino ad oggi.

D’altronde, come disse un saggio, l’inferno è ripetizione.

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One thought on “I fratelli Coen e il trittico cinematografico dell’assurdo

  1. occhiogrigioverde ha detto:

    Ottime considerazioni e spunti interessanti per leggere il complicato mondo cinematografico dei Cohen…

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