Lo sfogo di un sopravvissuto ai tormentoni

Sopravvivere ai tormentoni è molto difficile per chi non ne viene coinvolto. Quando un tormentone diventa tale se ne parla dappertutto: non puoi accendere la tv che te lo trovi davanti, non puoi comprare una rivista, aprire un sito internet, andare al cinema o anche solo passeggiare in strada senza averlo costantemente e violentemente davanti agli occhi.
Ad alcuni il tormentone entra nel cervello, e sono i più fortunati, ad altri invece non riesce proprio di farselo piacere, e questi sono quelli che soffrono più di tutti. Io sono uno di questi.

Sono scampato ai due tormentoni che stanno cercando di inculcarci in testa con ogni mezzo possibile: Twilight e I Soliti Idioti.

Non mi piacciono, ho provato a guardarli, sinceramente, e non riesco proprio a capire cosa ci sia di così straordinariamente interessante e accattivante da costringere migliaia di persone a perdere letteralmente la testa.

Twilight è una saga che avrà il suo valore culturale in versione cartacea, questo non mi sento di metterlo in discussione anche se non ho letto nemmeno uno dei libri, ma la versione cinematografica è una pallida e infantile interpretazione del grandioso e ricco filone mediatico sul vampirismo. Ne più ne meno. Sarà la recitazione discutibile, per non dire orribile, dei due protagonisti (Pattinson e la Stewart sono, secondo me, tra gli attori più scarsi in circolazione) oppure il fatto di aver talmente spremuto il genere da non riuscire più a tirarne fuori qualcosa di buono (Stoker si rivolta nella tomba), oppure ancora può essere che dopo aver letto Dracula e averne visto l’adattamento cinematografico qualsiasi altro film o libro sul genere perde immediatamente importanza e spessore, però questo polpettone iper-sentimentale adolescenziale lo lascio ai ragazzini che sognano di diventare come Edward Cullen a ingropparsi la (bella!?!) Bella e alle ragazzine che, al contrario, preferirebbero essere belle come Bella e ricevere le attenzioni del (bellissimo!?!) Edward.

Peggio ancora sono I Soliti Idioti. Non mi stancherò mai di dirlo: quand’è successo che, vedendo l’orrore che è diventata la società in cui viviamo, abbiamo deciso di riderci su invece di rimboccarci le maniche e migliorarla? Siamo diventati come tanti Dorian Gray al contrario: la nostra immagine più dignitosa la nascondiamo in una soffitta vergognandoci di essa mentre in giro ci portiamo la nostra peggiore versione.
E ci ridiamo pure su.
Come può essere divertente una scena in cui una persona dice una parolaccia?
Vi racconto la scena. Una strada di una città durante il periodo natalizio, un bimbo trascinato per la mano dalla mamma vede uno degli Idioti vestito da Babbo Natale e lo indica augurandogli Buon Natale; la risposta del tizio è un secco vaffa…. Questo fa ridere??
Mi dicono che I Soliti Idioti sono la rappresentazione esagerata di quello che si può vedere in giro per strada, che rappresentano una sorta di critica comica alla società di oggi, che rappresentano noi stessi. Quest’ultima definizione credo sia quella più veritiera: solo un perfetto idiota riderebbe delle sue mancanze senza porvi rimedio.

Permettetemi di dirlo: siamo davvero nei guai. Non è vero che ci troviamo nella stessa situazione che affrontarono i giovani nel 1968. Loro avevano idoli come Lennon, Hendrix, Morrison, Martin Luther King, Malcom X, Ginsberg, Jones, Leroy, Camus, Marcuse, Fanon, Clever, Dubcek, Cohn-Bendit, Burroughs, Hoffmann, Kennedy e tantissimi altri. Noi,purtroppo, abbiamo gli Idioti.
Sarebbe ingiusto però non dire che, in realtà, di buoni esempi a cui ispirarci per cambiare la società ne abbiamo tanti e validi, a partite da Roberto Saviano e da tutti coloro che ci mettono la faccia per criticare il sistema, anche rischiando grosso (talvolta la vita). Noi però, purtroppo, preferiamo gli Idioti.

Chiudo allontanando un pensiero fastidioso. Questo mio sfogo non vuole essere disfattista anche se lo sembra fortemente; in realtà basta guardarsi intorno per accorgersi che di gente pensante in giro c’è n’è parecchia, a volte tantissima solo che l’intelligenza non fa notizia, anzi è quasi sempre una verità spinosa mentre la stupidità è divertimento, leggerezza, spasso ed ha una dimensione assimilabile più velocemente e da più persone: nella maggior parte dei casi, è l’unico modo per interpretare la realtà, renderla più surreale di quello che è, edulcorarla sempre più fino a renderla comica e a farci sorridere in un momento in cui di allegria ne abbiamo proprio bisogno. Ma anche i sorrisi sono sprecati se sono conseguenza della stupidità umana che, come diceva Einstein, sembra essere più infinita dell’Universo. I matematici permetteranno questa licenza formale.

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One thought on “Lo sfogo di un sopravvissuto ai tormentoni

  1. jacopo ha detto:

    bel servizio da provare, complimenti per il blog 😉 Continuo a seguirvi, aspetto con ansia nuovi aggiornamenti!!

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