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Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron

James Sveck è un intelligente ragazzo di New York capace di vedere la società per quello che è: un mondo che non sa prendersi cura di se stesso, colmo di preconcetti indotti dal perbenismo che soffocano la libera espressione degli individui in schemi pre-impostati del tipo gioca-cresci-studia-laureati-lavora-guadagna-fatti una famiglia, gabbie psicologiche che ci autoimponiamo per limitare al minimo il rischio di essere veramente felici.

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L’ultima pagina: Il Giallo e l’Azzurro di Gaetano Celestre

Piero Menardo e Carmelo Passatempo sono due ragazzoni della parte più autoctona della provincia Siciliana, quel tratto di terrà i cui confini visivi sono segnati dal giallo intenso dei campi campi e dall’azzurro terso del cielo d’estate; i due amici si improvvisano investigatori privati e il loro primo incarico sarà quello di ritrovare i gatti perduti della rustica Signora Callà.
La storia si staglia nello sfondo del paesino siciliano che ha vissuto, tempo prima, il dramma della barbara uccisione di Santino Polinesso, alunno del professore Giacchino Ariodante (vedi la scheda di Bagni Achei, primo romanzo di Gaetano) poi misteriosamente scomparso e principale indiziato dell’omicidio.
Non sarà facile per i due amici destreggiarsi tra la tipica ipocrisia cittadina e la cinica e spietata cronaca forestiera ma sarà soprattutto la loro inettitudine a segnare come un metronomo il tempo di questa storia di Sicilia e di Siciliani.

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Un giallo ma anche un trattato sociale di una terra, la Sicilia, in cui spesso il giallo dei campi si mescola all’azzurro del cielo in una maniera così sublime che nemmeno il miglior impressionista riuscirebbe mai ad immaginare e che Gaetano descrive con queste parole:

Quello sterminato mare di bionda sterpaglia che cerca l’azzurro mare per far felici gli occhi di qualunque mortale. L’azzurro di una mare che non ha interruzione all’orizzonte e continua con uguale tonalità nel cielo terso. Amalgama di colori a olio, questa è la vita.

Si tratta del capitolo VI del libro, un capitolo che non ha nulla da invidiare al passaggio della descrizione della festa di Woland in Il Maestro e Margherita e alla narrazione delle imprese di Dorian Gray in Wilde o ancora alla cronaca della cerimonia mistica in Il Pendolo di Foucault di Umberto Eco.

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L’ultima pagina: In ogni caso nessun rimorso di Pino Cacucci

All’inizio del secolo scorso la società francese è stata scossa da un ondata di violenza nei confronti dei più abbienti e delle forze dell’ordine operata da sparuti gruppi di criminali che avevano come obiettivo comune l’intento tipico dei movimenti anarchici: rovesciare l’ordine costituito.

In un momenti storico in cui si faceva sempre più netta la separazione sociale tra i più ricchi e la classe povera, in cui per la maggior parte della popolazione la fame e la miseria erano la realtà quotidiana, i metodi fin troppo repressivi della polizia a difesa dei diritti della classe benestante esacerbarono il clima già teso causando la nascita di numerose cellule di resistenza che si differenziavano nei modi ma non negli ideali.
Intorno al 1910 un caso particolarmente spinoso per la polizia della Francia fu quello della Banda Bonnot.

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