Archivi categoria: Scienze e Tecnologie

Dopo 40 anni

moon landing

Oggi è il 16 luglio 2009. Siamo nell’era di Internet, del Digitale Terrestre, dell’Ipod e dell’I-phone: tutto molto innovativo.
Il 16 luglio 1969, esattamente 40 anni fa, da cape Kennedy partiva la missione Apollo 11 che permetterà, 4 giorni dopo, il 20 luglio, a Neil Armstrong e la sua equipe di mettere piede sulla luna, pressapoco alle 23:00. In questo modo gli USA stabilirono un primato di lusso nella battaglia per la conquista dello spazio contro la Russia.
In Italia erano quasi le 5 del mattino del 21 luglio, chi poteva permettersi un televisore era attaccato allo schermo a seguire l’evento, chi non ne aveva le possibilità dipendeva dalle radiocronache che venivano fuori dalle radio a valvole del tempo.
Nel 1969, chiunque fosse in grado di farlo, seguì il primo sbarco dell’uomo sulla luna: un’evento la cui veridicità nella mante di tutti si poteva equiparare allo scetticismo subito da Leonardo Da Vinci e le sue teorie sul volo umano. Negli anni ’60-’70 c’era ancora qualcuno che riusciva a meravigliarsi dei progressi umani in campo scientifico.

Negli anni questa curiosità è andata sempre più scemando, man mano che le tv invadevano le nostre case con i loro programmi di intrattenimento, man mano che i computer ed i videogiochi impegnassero le giornate dei più piccoli e non solo! Oggi la scienza, che di progressi continua a farne, è vista come un qualcosa di pericoloso e noioso: gli scienziati hanno scoperto, inventato e teorizzato di tutto ma sembra che a nessuno importi di tutto questo: è più importante la prossima puntata dei Cesaroni rispetto alla mappatura del genoma umano.
I  nostalgici seguono Superquark, i fanatici Voyager ed i maniaci della lettura si danno a Focus ma, tutto ciò non basta, si è persa quella scintilla di curiosità che da sempre ha portato l’uomo a conoscere, a sapere.
Sarà la politica, sarà il lavoro, la società o le tasse, fatto sta che ci stiamo interessando sempre meno alla realtà che ci circonda.

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Trentennale della musica portatile

Sono passati già trent’anni dal debutto mondiale del Walkman Sony, primo lettore musicale portatile della storia e antenato dei moderni lettori digitali come ad esempio il famosissimo I-pod di Apple.

Il primo Walkman della storia vede la luce nel lontano 1979 e rappresentava a tutti gli effetti una sorta di ultima spiaggia della divisione registratori audio del colosso nipponico, che rischiava un profondo ridimensionamento alla luce di vendite deludenti dei propri prodotti, di alta qualità ma eccessivamente costosi.
Akio Morita, fondatore delle industrie Sony obbligo i propri ingegneri a lavorare ad un prodotto innovativo, che rispettasse gli standard di qualità del gruppo nipponico ma allo stesso tempo avesse un costo non proibitivo(al max 40.000 yen) visto che il prodotto era stato pensato per una clientela prettamente giovanile.
I tecnici giapponesi fecero il miracolo nel giugno del 1979 e, con nome di battesimo TPS-L2, nacque il primo lettore a cassette portatile della storia che pesava poco meno di 400 grammi, presentava un inedito jack audio per condividere la musica tra due cuffie, e, fattore decisivo, era disponibile al prezzo di poco più di 30.000 yen, grazie all’impiego di componenti a basso costo.
Alta qualità e costi contenuti proiettarono il mondo dei giovani verso l’innovazione della “musica da tasca”.
Nei decenni successivi il marchio Walkman è diventato sinonimo stesso della musica portatile (a oggi oltre 380 milioni di esemplari venduti), reincarnandosi in miriadi di modelli (di Sony e dei concorrenti) e supporti diversi (cd, minidisc, schede di memoria).
Ma la fiaba finì nel 2001. Il successo del walkman prima iniziò a vacillare, poi scomparve del tutto, soppiantato da un’altro fenomeno elettronico in forte ascesa: la codifica digitale della musica.
Musica sì portatile ma adesso si aggiungevano le dimensioni ridotte del dispositivo di lettura, la facilità estrema nella gestione di file digitali piuttosto che tracce incise e costi che rimanevano comunque a livelli accessibili.
Nell’era del dominio iPod, Sony ha cercato a più riprese di rientrare nel mercato della musica digitale, sfruttando, con limitato successo, il brand ’Walkman’ in una serie di nuovi prodotti, pur con una strada in salita.

L’ultimo, battezzato Nw-x1000, sul quale la compagnia punta molto, è un lettore multimediale che, paradossalmente, rincorre la rivale Apple presentando caratteristiche analoghe ai vendutissimi iPod touch/iPhone: schermo tattile, collegamento wi-fi e navigazione Internet.
La sfida Sony-Apple, cominciata 8 anni fa non può ancora dichiararsi conclusa e forse mai lo sarà.

ipodnano

ipodnano

Come funziona internet. Attenzione però!

Tutti lo usano, alcuni sanno come funziona. Pochi, anzi pochissimi, sono in grado di difendersi dalle sue insidie. Stiamo parlando di Internet, del World Wide Web.

Chiunque sia munito di pc, negli ultimi tempi, non ne può fare a meno : social network, messagistica istantanea, giochi on line, perfino tv on line e chi più ne ha più ne metta. Il funzionamento sembra semplice e di certo è molto intuitivo ma se non si sta sufficientemente attenti si può incorrere in problemini fastidiosi  come virus, dialer e malware in generale, ma anche mettere seriamente a rischio i propri dati anagrafici.

L’aspetto dei siti internet talvolta è accattivante, invitante, ma spesso questo è in realtà  uno specchietto per le allodole: mentre voi navigate tranquilli sui vari siti, i banner pubblicitari ivi presenti possono carpire informazioni preziose come nome, cognome, data di nascita ed indirizzo e-mail senza che voi ve ne accorgiate minimamente; il tutto si traduce infine in tonnellate e tonnelate di posta indesiderata e spam nel migliore dei casi. Però può anche succedere che i vostri dati siano utilizzati per tracciare dettagliatamente un vostro profilo, con i vostri gusti e le vostre preferenze per meglio indirizzarvi verso siti pubblicitari e, purtroppo, truffaldini nella maggior parte dei casi.

Occorre quindi fare molta attenzione con lo strumento Internet. Vediamone rapidamente alcuni cenni.

Quando digitiamo un indirizzo internet, come ad esempio http://www.sitointernet.com, il nostro pc entra in contatto con un server DNS (Domain Name System) cioè un altro pc, in rete, che si occupa di associare al sito appena digitato il giusto indirizzo IP relativo alla pagina web che cerchiamo: qualsiasi pagina web o sito internet è univocamente rappresentato da un URL(Ultimate Resource Locator) che è appunto http://www.sito internet.com e da un IP (Internet Protocol) che si presenta sempre nella seguente forma ***.***.***.*** dove al posto degli asterischi vanno messi dei numeri. Noi sul monitor vediamo sempre l’url mentre la macchina, cioè il pc, converte il tutto in un ip.Tutti gli IP di tutti i siti sono contenuti nei server DNS: una volta digitato l’url il nostro pc fa capo al server DNS che cerca il rispettivo ip, se non lo trova esso stesso fa riferimento ad un altro server e così via finchè non si trova l’IP giusto. Di server DNS ce ne sono tantissimi disseminati nella rete ma i più importanti e “capienti” sono solo in 13 e si chiamano Root Server.

I banner pubblicitari sono in grado di memorizzare e rintracciare tutti i DNS con cui il nostro pc entra in comunicazione e così i loro creatori sono in grado di scoprire tutti i siti da noi visitati e di ricostruire ogni nostra sessione di navigazione click dopo click.

Questa simpatica abitudine può essere ostacolata ed annullata facendo riferimento a dei server DNS non convenzionati, cioè non inclusi nella lista monitorata dai banner; a questo scopo da qualche anno un team tutto italiano ha dato vita a DNSFool (http://fooldns.com), un servizio gratuito che permette di confrontare i classici server DNS con  server nuovi e non monitorati bloccando, in questo modo, tutto l’advertising molesto che minaccia la nostra privacy e restituendoci della pagine internet “ripulite”.