Archivi categoria: Serie TV

The Borgias: a metà strada tra storia e leggenda

Alla fine del 1400 la società europea era in subbuglio inseguito alle esplorazioni compiute da Cristoforo Colombo e  Amerigo Vespucci nel Nuovo Continente mentre nel Vecchio Continente i giochi di potere ed aspettative forgiavano le fortune delle più importanti dinastie della storia medievale.

A quel tempo l’Italia non esisteva ancora o, per meglio dire, era ben lontana dall’essere politicamente e geograficamente com’è oggi: lo stivale era infatti diviso tra i Ducati del Nord, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.
A Nord il Ducato di Milano era nelle mani della famiglia Sforza così come i centri minori di Imola, Forlì e Pesaro; il Granducato di Toscana era invece amministrato dal giovane Lorenzo de’ Medici con il sostegno di Nicolò Macchiavelli mentre il Regno di Napoli, il cui trono era storicamente reclamato da Spagna e Francia, era governato dal moribondo re Ferrante I e proclamava la sua indipendenza.

Il canale statunitense Showtime ha recentemente trasmesso una serie ambientata proprio in questo periodo storico intitolata The Borgias.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , ,

Su e giù da un trono

Il fantasy è un genere letterario infido e bastardo. Presuppone una fantasia infinita accompagnata però da una estrema capacità di sintesi per impedire che la storia diventi prolissa e noiosa.
Devo dire che dopo aver letto Tolkien e averne visto le trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson difficilmente sono riuscito a farmi piacere altre storie fantasy seppur di successo come Harry Potter o Le Cronache di Narnia (anche se penso che i libri siano effettivamente godibili).

Tutto però mi sarei aspettato tranne che perdere la testa per una serie televisiva fantasy basata sui libri di un scrittore che non conoscevo, tale George Martin, autore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: saga divisa in quattro libri iniziata nel lontano 1996 e non ancora conclusa che narra le vicende di un mondo medievaleggiante in cui diverse famiglie potenti si sfidano militarmente e politicamente per conquistare un antico regno perduto e riconquistato nel corso delle generazioni.

Il gioco del trono (titolo del primo libro della saga letteraria) viene proprio ripreso dalla serie tv prodotta e trasmessa fino a ieri sera dal canale americano HBO.
Game Of Thrones porta sul piccolo schermo le avventure delle 4 famiglie più potenti dei Sette Regni:

– gli Stark di Winterfell, protettori del Nord e difensori della Barriera il cui motto è L’inverno sta arrivando; il loro simbolo è il meta-lupo.

– i Lannister di Casterly Rock, protettori dell’Ovest e assassini di re il cui motto è Udite il mio ruggito; il loro simbolo è il leone.

– i Baratheon di Capo Tempesta, alleati dei Lannister il cui motto è Nostra è la furia; il loro simbolo è il cervo.

– gli spodestati Targaryen detti anche i Draghi, un tempo signori dei Sette Regni poi esiliati; il loro simbolo è il drago e il loro motto è Fuoco e Sangue.

La storia inizia quando Robert Baratheon, sovrano di Westeros e dei Sette Regni sceglie l’amico Eddard Stark come suo Primo Cavaliere e lo invita a trasferirsi ad Approdo del Re, la capitale del Regno, per aiutarlo a difendere e a gestire il Trono di Spade.
Qui Lord Stark capirà quanto sia difficile in realtà essere un re e quanto gli intrighi intessuti dagli infidi consiglieri di corte possano essere pericolosi, così, mentre l’alleanza tra le famiglie Baratheon e Lannister naviga verso le acque tempestose del tradimento una nuova guerra bussa alle porte dei Sette Regni.

A molti chilometri di distanza, intanto, i discendenti della dinastia Targaryen, i fratelli Viserys e Daenerys cercano di stringere alleanza con la popolazione selvaggia dei Dothraki di Khal Drogo per costruire un esercito e riconquistare il regno perduto, ovvero i Sette Regni.

Tutto questo mentre nell’estremo Nord si registrano dopo molti anni avvistamenti di un vecchio e terribile nemico: le Ombre Bianche.

Punti di forza di questa serie sono tanto l’ambientazione spettacolare e molto realistica e il ritmo con cui si svolgono i fatti basato sull’alternarsi perfetto di momenti riflessivi e di dialogo con colpi di scena inaspettati. Purtroppo però penso che essa difficilmente vedrà la luce qui in Italia a causa delle numerose scene di violenza e di sesso sparse nei diversi episodi ma questo non deve essere necessariamente un male.

Io, infatti, ho visto la prima stagione, conclusasi domenica sera, in streaming e in lingua originale e devo dire di aver riconsiderato il livello di professionalità di alcuni attori che vi recitano.

Lord Eddard Stark è impersonato dall’ottimo Sean Bean (foto in alto), già visto e apprezzato (ancora in lingua originale) ne Il Signore Degli Anelli nella parte di Boromir.

Di ancora maggiore spessore è l’interpretazione di Peter Dinklage che recita nei panni di Tyrion Lannister il folletto: uno tra i personaggi più interessanti della storia.

Una menzione speciale va anche alla, per me, sconosciuta Emilia Clarke che veste i panni della giovane Daenerys Targaryen. Un ruolo non facile per un personaggio il cui impatto nella storia diventa sempre più centrale puntata dopo puntata.

Non ho ancora avuto il piacere di leggere il romanzo di Martin ma già la sua presenza sul set mi rassicura sulla bontà del materiale che troverò nelle 1600 pagine de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Games Of Thrones mi ha fatto venire voglia di affrontare le 1600 pagine de Le Cronache del Ghiaccio e Del Fuoco di Martin, un caso più unico che raro per una serie che consiglio vivamente a chi è appassionato di fantasy.

Contrassegnato da tag , , , , ,

A voler leggere tra le righe…

Se vi dico Simpson sapete un pò tutti di cosa sto parlando, vero?

Di aspra critica sociale, di ironia esasperata e di attacchi, e tanti, verso la politica che in altri modi e in altre sedi risulterebbero fin troppo spregiudicati.
Nella puntata di oggi della famosa serie animata c’è stato un attacco frontale non tanto celato e molto duro al sistema politico italiano o, per meglio dire, ad un modo di fare di alcuni politici del nostro Paese che fanno della loro immagine qualcosa di più importante dei propri programmi di lavoro. E, in questo senso, Cetto La Qualunque c’insegna quanto questo modus operandi sia preoccupante.

Torniamo però ai nostri amici Simpson.


Il cattivissimo signor Montgomery Burns, magnate dell’industria nucleare di Springfield, viene ritenuto morto in seguito ad una frana, ma in realtà è vivo e vegeto quando si accorge del profondo disprezzo che la cittadinanza prova nei suoi confronti dopo la sua presunta dipartita.
Sconvolto dalla rabbia il vegliardo ordisce un piano terribile per migliorare la propria immagine agli occhi dei suoi concittadini: impossessarsi dei mezzi di informazione per indottrinare i cittadini su quanto,in realtà, sia buono e giusto Monty Burns e quando sia non solo importante ma benefica l’energia nucleare.

Manco a dirlo tutte le emittenti e le testate giornaliste vengono comprate a colpi di dollari e donne, tutte tranne il giornalino indipendente edito da Lisa Simpson, la quale resiste fino allo stremo al ricco avversario.

La piccola Lisa resiste alla corruzione, al sabotaggio e alle lusinghe scatenando con la sua onesta ostinazione un movimento di stampa indipendente da parte di tutti i cittadini di Springfield.
Ognuno stampa e distribuisce il proprio giornalino scrivendo su quanto lo appassiona e contribuisce a creare un sistema di informazione libero da condizionamenti che però è destinato a fallire illanguidendosi in argomentazioni troppo personali.
Una situazione, inutile sottolinearlo, che favorisce il signor Burns poichè tutti sembrano dimenticare la sua malefica condotta.

Tutto ciò mi ricorda qualcosa..Ce l’ho sulla punta della lingua ma non mi viene..Qualcuno ha qualche idea?

Contrassegnato da tag , , ,