Archivi tag: gabriel garcia marquez

L’ultima pagina: Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez

In un epoca persa nelle nebbie della storia dell’uomo, in un punto sperduto dei Paesi del Caribe (Sudamerica)  sorgeva il piccolo paese di Macondo, fondato da Josè Arcadio Buendìa.

La famiglia Buendìa lega la sua storia e la sua fortuna al piccolo borgo sperduto nelle selve sudamericane che crescerà e si modernizzerà diventando una ridente cittadina a seguito delle imprese titaniche dei componenti della suddetta famiglia per precipitare poi nell’oblio dell’abbandono ed infine scomparire tra le raffiche di vento di una tempesta.

Nel destino dei Buendìa è celata una oscura maledizione secondo la quale per colpa dei capostipiti Josè Arcadio e Ursula Iguaran un giorno nascerà un discendente con la coda di porco che causerà l’estinzione della stirpe.

Anni ed anni di solitudine in attesa della fantomatica nascita levigano le emozioni dei Buendìa  e le rendono quasi mitologiche come l’ostinazione della matriarca Ursula, l’interdizione all’amore del Colonnello Aureliano Buendìa, la codardia sentimentale di Amaranta, la bellezza di Remedios La Bella, la fredda follia di Rebeca: personaggi in cerca di una felicità smarrita senza sapere che la ricerca delle cose perdute è intorpidita dai gesti consuetudinari, per questo costa tanta fatica trovarle.

La storia dei Buendìa da Josè Arcadio a Aureliano Babilonia, attraverso 7 generazioni, è un ingranaggio di ripetizioni irreparabili, una ruota giratoria che avrebbe continuato a ronzare fino all’eternità, se non fosse stato per il logorio progressivo e irrimediabile dell’asse.

Màrquez riesce a disegnare un microcosmo dove anche la più improbabile delle idee e la più folle tra le imprese che un uomo possa intraprendere diventa obiettivo di vita; un piccolo mondo nascosto in cui le solitudini degli abitanti si intrecciano tra loro e a quelle della straordinaria famiglia Buendìa che, condannata a cent’anni di solitudine, non ha avuto una seconda opportunità sulla terra.

Tutto questo, e moltissimo altro, è Cent’anni di solitudine.

Annunci
Contrassegnato da tag , ,

L’Ultima Pagina: Cronaca di una morte annunciata di Gabriel Garcìa Màrquez

Santiago Nasar verrà ucciso. I suoi prossimi assassini hanno talmente sbandierato le loro intenzioni che tutto il paese ne è a conoscenza tranne, però il diretto interessato.
Tutti i conoscenti di Nasar si mobilitano per salvargli la vita e gli stessi assassini fanno di tutto per essere scoperti e fermati in tempo ma, per uno strano caso della sorte, il delitto verrà consumato come da programma.

Gabriel Garcìa Màrquez ci catapulta nuovamente nel suo scenario storico preferito, il Sud America dello scorso secolo, in bilico tra progresso e arretratezza, in cui si muovono personaggi tanto curati da sembrare quasi in tre dimensioni.

Ancora una volta, come in L’amore ai tempi del colera e Dell’amore e d’altri demoni il racconto è quasi ipnotico e surreale, talmente coinvolgente da sentire quasi gli odori dell’ambiente e la presenza, consistente, dei personaggi; a prima vista i paesi descritti da Màrquez assomigliano ad un terzo mondo mai evolutosi, invece, studiati con occhio attento rappresentano la metafora perfetta di una società guidata da paure e credenze, da tradizioni popolari e semplice quotidianità in cui il rispetto dell’onore vale sempre più della vita di una persona.

Contrassegnato da tag , ,

L’ultima pagina: Dell’amore e di altri demoni di Gabriel Garcia Marquez

In un periodo imprecisato della storia dell’uomo, in un paese non ben specificato del Sudamerica, viveva la piccola Sierva Maria De Todos Los Angeles, giovane e dimenticata figlia del marchese di Casalduero.

Dimenticata dai genitori, Sierva Maria cresce insieme agli schiavi di diverse etnie africane che vivono nella magione del padre imparando a parlarne la lingua ed a comprenderne gli usi e i costumi.

Marquez ci riporta in quei paesi del Caribe che già aveva raccontato in L’amore ai tempi del colera e ancora una volta è l’amore il filo conduttore della storia non inteso come sentimento puro che unisce due anime ma piuttosto come un vero e proprio demone che, se non saputo tenere a bada, può rovinare l’esistenza.

Nel romanzo, l’amore si manifesta in svariati modi e si può interpretare tra i comportamenti dei vari personaggi che ne popolano le vicende.
E’ un amore paterno tardivo quello che colpisce il marchese di Casalduero che, ritrovando i dogmi di una fede prima smarrita, decide di rinchiudere in convento la figlia poichè la ritiene essere posseduta dai demoni.

E’ un amore carnale segreto quello che attanaglia l’anima di Caetano Delaura, il sacerdote incaricato dell’esorcismo della ragazzina, e che lo porta a rovinarsi l’esistenza.

E’ amore per la vita il sentimento che anima le parole ed i gesti di Sierva Maria che si ribella, a modo suo, alle nequizie alle quali viene sottoposta durante il periodo di reclusione nel convento delle clarisse.

L’amore diventa un demone nel momento in cui, al culmine dei riti di purificazione per estirpare i demoni dal corpo della ragazzina, gli esorcisti decidono di reciderle la chioma ramata lunga oltre 11 metri e mai tagliata per un voto fatto dalla madre durante il parto.

Sierva Maria De Todos Los Angeles è, in realtà, la protagonista di una leggenda dei paesi caraibici di cui Marquez viene a conoscenza durante la sua attività di cronista.
La leggenda racconta le gesta di una marchesina, morsa da un cane idrofobo e reclusa in convento per sospetta possessione diabolica, venerata da tantissime persone per i presunti miracoli che avrebbe fatto durante la sua breve vita.
La peculiarità della giovane è la lunga chioma color rame mai tagliata sin dal momento della nascita: si racconta, infatti, che la madre, gravata da complicazioni durante il parto, avrebbe promesso a Dio che se Sierva Maria avesse seguitato a vivere non si sarebbe tagliata i capelli finchè non si fosse sposata.

Contrassegnato da tag , ,