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Qual è il film con il migliore inizio musicale?

Cinema e musica camminano da sempre a braccetto alternando e legando vicendevolmente le proprie fortune: molti film sono famosi per avere delle colonne sonore da urlo mentre alcuni brani non avrebbero avuto lo stesso successo se non avessero fatto da sottofondo per famosi film.
Non è difficile immaginare che il brano My Heart Will Go On di Celine Doion forse oggi non sarebbe più ricordato se non fosse servito per accompagnare le immagini del meraviglioso Titanic di Cameron (prima che questi sputtanasse la propria carriera con il polpettone Avatar) così come sarebbe impensabile separare i western di Sergio Leone dalle splendide soundtrack di Ennio Morricone.
Molte volte, anche se poi il film non si rivela un capolavoro, è l’inizio che ci colpisce maggiormente, magari perchè il contenuto emozionale delle prime battute della storia viene evidenziato al meglio dalla prima traccia della colonna sonora o anche perchè è proprio la musica, spesso, ad essere più emozionante di centinaia di parole.

E’ questo il caso che andrò a trattare di seguito cercando di stilare una lista dei film con l’inizio più emozionante (lasciando stare, per un attimo, il valore emozionale e storico del film stesso).
Ebbene, andiamo a cominciare.

Il primo film che prendiamo in considerazione è Marrakesh Express, girato da Gabriele Salvatores nel 1989.
Mentre uno dei protagonisti della storia viene ripreso nella sua quotidianità in sottofondo passano le note di Roberto Ciotti nel brano No More Blue: un gran pezzo di blues del cantautore italiano poco conosciuto ai più.
Il film nella sua semplicità è un capolavoro sia per le emozioni suscitate sia per la colonna sonora che si arricchisce nel prosieguo di altri brani cult come La Leva Calcistica Della Classe ’68 di Francesco De Gregori.

Passiamo ad un altro capolavoro cinematografico che è Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, anno 1979.
Una foresta vietnamita è devastata dalle fiamme dovute al napalm sganciato dagli americani, fra le fila di alberi scorre il Mekong, il fiume, istantanea immaginifica del serpente raccontato da Conrad in Cuore di tenebra: in sottofondo quello spettacolo di canzone che è The End dei Doors.
La calda voce di Jim Morrison accompagna le immagini di distruzione e morte rappresentando nel contrasto musica lenta- immagini cruente tutte le contraddizioni legate al conflitto vietnamita.

Veniamo quindi ad un film che non è assolutamente un capolavoro, anzi..
Però l’inizio è al fulmicotone grazie ad una delle voci più belle ed emozionanti degli anni 80.
Sto parlando del film Highlander di Russel Mulkahy del 1986: dopo che la voce del doppiatore italiano di Sean Connery finisce di introdurre la storia degli immortali parte Princes Of The Universe dei Queen con il falsetto di Freddy Mercury che solletica orecchie e cuore.
La colonna sonora raggiungerà poi il suo apice in quel capolavoro musicale che è Who Wants To Live Forever.

Apparentemente non c’entrerebbe niente coi film trattati finora, perchè il livello musicale si abbassa di qualche spanna, ma poichè si parla di inizi fulminanti non posso non inserire nella mia lista School of Rock che si apre con l’elettrizzante Fight! dei No Vacancy e Jack Black.

[lista in aggiornamento]

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La risposta italiana a Jack Black

Jack Black è un cazzone.
Questo non lo si può di certo negare, da Tenaciuos D & il destino del rock a Anno Uno il buon Jack alterna sempre le solite battute da mi-sento-troppo-figo pur essendo visibilmente in sovrappeso e non proprio corrispondente a quell’ideale popolar-cinematografico che visualizza il figo con le fattezze di Johnny Depp.
Però a me piace, non dico che mi fa ridere a crepapelle però di tanto in tanto un sorriso me lo strappa se penso che, in determinate occasioni del mio passato, mi sarebbe piaciuto rispondere o comportarmi in quel modo e non ho avuto la faccia tosta o il coraggio di farlo.
Personalemente considero Dewey Finn, il personaggio che Black interpreta in School of Rock, lo stereotipo perfetto del rockettaro: illuso e politicamente sconfitto dal sistema social-culturale.(Spesso mi ci rispecchio non poco in questo personaggio).
L’Italia risponde alle cazzate di Jack Black con le tammarrate di Checco Zalone: eternamente convinto di essere un cantante di spicco della scuola canora italiana, tutta sentimenti e melodie.
Questo è il commento che mi viene spontaneamente dopo aver assistito a Cado dalle Nubi, primo film di Luca Medici, in arte Checco Zalone(“che cozzalone” in pugliese vuol dire “che tamarro”).

In un’Italia fortemente appestata dal falso sentimentalismo canoro il tragicomico cantante Checco parte da Polignano a mare per andare alla ricerca del successo in quel di Milano. Si confronterà qui con le realtà dell’omosessualità, dello showbiz e dell’indifferenza dei più ma il nostro eroe ne uscirà sempre vincitore per merito della sua totale convinzione di essere un cantante promettente e di un’ignoranza mai fastidiosa o volgare ma sempre divertente.
Nella vità Checco ha fatto la scelta di cantare (ipse dixit) così come Dewey afferma di essere stato mandato in missione da Dio per fare un unico, immenso, rock show che cambi la storia della musica.
Entrambi vivono di una totale e profonda convinzione nei propri limitatissimi mezzi e, dopo tante peripezie, raggiungono l’obiettivo prefissato.
Però, in definitiva anche Checco Zalone è un cazzone.
Ego dico.

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