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In memoria di..

peppino_impastato

In realtà questo post non vuole essere in memoria di Peppino Impastato.

Semplicemente per il fatto che la stragrande maggioranza dei giovani ma, ahinoi, anche dei più grandi non ha memoria di questo ragazzo.
Anzi, se una piccola percentuale della folla giovanile conosce anche solo il nome dobbiamo  rendere omaggio al film I cento passi di Marco Tullio Giordana.
Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare di Peppino Impastato per la controversa questione della targa di Ponteranica.
Per intenderci, ecco i fatti.
Ponteranica è un paese di appena settemila abitanti in Val Brembana (Bergamo) che è stato teatro nelle ultime settimane di una tra le più tristi ed ignoranti azioni che il popolo leghista abbia mai commesso. Il sindaco leghista del borgo, per motivazioni campanilistiche, ha deciso di rimuovere la targa commemorativa in onore di Peppino Impastato e di sostituirla con una intitolata ad un religioso locale. Come se non bastasse, perchè la madre dei cretini è sempre incinta ed è una gran.. donna, alcuni ignoti idioti hanno segato un ulivo che era stato piantato l’anno scorso proprio in onore del giovane siciliano.
Io che siciliano lo sono fino al midollo prenderei a calci non quei poveri idioti che hanno tagliato l’albero, ma il primo cittadino di Ponteranica; questo perchè l’illustre sindaco non ha capito che compiere un’atto così inutile come rimuovere quella targa, non solo avrebbe cancellato la memoria della morte di Peppino per mano della mafia ma, avrebbe anche aizzato i giovani del posto ad agire e pensare in maniera prettamente federalista e xenofoba nei confronti degli abitanti del sud Italia; soprattutto perchè molti di questi (e non solo, purtroppo) sono stati uccisi per aver cercato di difendere quella libertà di cui noi tutti andiamo fieri ed orgogliosi, la stessa libertà che permette loro,  elettori e politici leghisti di parlare e pensare, di esistere.
Bossi&Co. non capiscono che, se oggi, nel 2009, possono aprir bocca senza venire picchiati selvaggiamente è perchè tempo fa personaggi come Peppino Impastato hanno combattuto contro un sistema politico e sociale in cui chi era più forte comandava, legiferava e scriveva la storia.

Ma forse, in tutto questo, non c’è nulla di cui stupirsi, nulla di cui schifarsi perchè siamo in Italia anzi in italia (con la i minuscola), un paese che non conosce la differenza tra legge e reato, tra libertà e condizionamento psicologico, un paese che riserva funerali di stato sia ai militari morti in missione che ai personaggi dello spettacolo.

Un paese piccolo, governato da uomini piccoli interessati solamente alla propria immagine ed al proprio portafoglio ed abitato da uomini piccoli a cui basta che la Nazionale vinca i mondiali di calcio per sentirsi “sul tetto del mondo”.

Non ne basterebbero 1000 di Peppino per migliorare le cose.

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